

VITERBO - ''La situazione è molto difficile e peggiore di quella che si può percepire vedendo le immagini televisive''. E' quanto racconta alla moglie Fabio Paoletti, il 43enne sommozzatore dei vigili del fuoco di Viterbo impegnato nella ricerca dei possibili superstiti della Costa Concordia, naufragata la notte fra il 13 e il 14 gennaio a pochi metri dalla costa dell'Isola del Giglio (Grosseto).
Come afferma Paoletti, infatti, i movimenti e le attività di ricerca sono ostacolate dalle macerie, dai numerosi suppellettili e dai mobili che all'interno della nave rischiano di cadere e non permettono di muoversi in sicurezza. La visibilità ridotta al minimo, appena due metri, richiede inoltre di agire con la massima cautela per evitare ogni ulteriore pericolo.
Già ieri, infatti, le operazioni di ricerca erano andate avanti a singhiozzo perché le condizioni del mare, in peggioramento, avevano fatto muovere la nave di circa 9 centimetri in verticale e uno e mezzo in orizzontale, mettendo in pericolo la vita dei soccorritori: situazione che non sembra possa migliorare, dal momento che nei prossimi giorni è previsto maltempo.
Intanto i sommozzatori dei vigili del fuoco di Viterbo scalpitano per poter aiutare i colleghi: ''Dal Lazio è potuto intervenire solamente chi ha ottenuto il brevetto speleo-subacqueo - affermano - e dei nostri, infatti, è partito solo Paoletti. Ma noi vorremmo portare la nostra esperienza e la nostra voglia di fare a chi in queste ore sta lottando contro il tempo per tentare di salvare possibili superstiti''.
Nel frattempo sono stati rinvenuti altri cinque cadaveri a bordo della Costa Concordia. Si trovano nella parte di poppa sommersa della nave affondata venerdì notte. Lo hanno annunciato i sommozzatori della Guardia Costiera, che stanno avviando le operazioni di recupero dei corpi insieme a quelli dei vigili del fuoco. Sale così a 11 il bilancio delle vittime accertate del naufragio.