

VITERBO - Fabio Paoletti, 43 anni, vigile del fuoco sommozzatore, è l’unico viterbese impegnato nella ricerca dei possibili superstiti della Costa Concordia, la nave incagliata al largo dell’Isola del Giglio (Grosseto) la notte tra il 13 e 14 gennaio.
Il lavoro dei sommozzatori continua incessante, si bussa nelle cabine e negli oblò della nave per capire se c’è qualcuno intrappolato. Sono ancora sedici i dispersi e questa notte il bilancio dei morti è arrivato a sei. Paoletti era di turno questa notte quando l’ultimo cadavere, del quale non si conoscono ancora le generalità, è stato trovato all’interno della Concordia. Il corpo era nel secondo ponte e aveva il giubbotto salvagente.
Il sommozzatore viterbese, inviato all'isola del Giglio sabato mattina (14 gennaio), ha spiegato alla moglie che la situazione è difficile. Il loro compito è quello di crearsi un varco tra le lamiere, rompere i vetri, cercare i possibili superstiti non pensando ai rischi che potrebbero correre.
Sull'isola sono operativi insieme ai sommozzatori dei vigili del fuoco, gruppi di speleosub dei Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) e della Fias (Federazione italiana attività subacquea) che utilizzano attrezzature avanzate per la ricerca mirata di dispersi. Sono arrivati anche 9 cani dell'unità cinofila toscana dei vigili del fuoco addetti al ritrovamento di persone disperse. In tutto la Direzione Regionale dei vigili del fuoco del Lazio sta partecipando alle operazioni di soccorso con undici operatori tra specializzati per il salvamento a mare e operatori terrestri e due mezzi.