ANNO 9 n° 204
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Viterbese in fermento per il Livorno
Tutti i gialloblu disponibili ieri hanno ripreso l'allenamento al Rocchi

di Stefano Renzo

VITERBO – La Viterbese ha ripreso ieri ad allenarsi. Nel primo pomeriggio, allo stadio Rocchi, hanno risposto all’appello di Giovanni Cornacchini tutti i gialloblu disponibili, quelli cioè che non sono vittime di infortuni, più o meno recenti. C’erano anche Bernardo e Celiento, il primo con una caviglia ancora gonfia (ne avrà per due settimane), l’altro con il braccio destro al collo (giovedì gli verrà tolto il gesso) ma in grado di fare già qualche esercizio in palestra. Mancavano, insomma, Varutti (il neo papà, auguri, rientra in gruppo oggi) e Sforzini il quale ultimo, così come Bernardo e Celiento, non potrà essere a disposizione del tecnico domenica, quando allo stadio di via della Palazzina è in programma Viterbese – Livorno, gara di cartello che potrebbe far registrare il pubblico delle grandi occasioni.

Arriverà quindi quel Livorno che nel posticipo di lunedì sera contro l’Arezzo ha fatto vedere buone cose pur non riuscendo ad andare al di là dell’1-1 malgrado abbia giocato gli ultimi venticinque minuti in doppia superiorità numerica per l’espulsione di due dei punti di forza dell’undici aretino, il centrocampista Sirri e il bomber Moscardelli. Nota a margine: nelle file dell’Arezzo grossa prestazione dell’attaccante viterbese Polidori, unanimemente riconosciuto tra i migliori in campo. Un pareggio che gli aretini alla fine hanno ampiamente meritato ma che non accontenta assolutamente i labronici padroni di casa che al termine della partita non potevano fare altro che pensare già alla trasferta di domenica quando ''Dobbiamo andare a vincere a Viterbo a tutti i costi'', ha affermato Simone Dell’Agnello, l’autore del gol del momentaneo 1-0 sull’Arezzo.

Con il Monday night tutto toscano si è completato il programma della decima giornata, un turno che va in archivio con 3 successi delle squadre di casa, 3 pareggi e 4 successi di formazioni che giocavano in trasferta. Venticinque i gol segnati, un bottino ben distante dai 33 della seconda giornata, massimo stagionale. Si è avuto l’ennesima conferma della consistenza dell’Alessandria che è andata come un treno anche in Sardegna, vincendo per 4-1 sul campo dell’Olbia che ha così perso la sua imbattibilità interna. Se i piemontesi di mister Braglia non hanno ancora ucciso il campionato poco ci manca: 28 punti in 10 partite (9 vittorie ed 1 pareggio), 21 gol fatti e 6 subiti, 2 attaccanti, Bocalon e Gonzalez, nella zona alta della classifica marcatori con 6 gol a testa, unica squadra imbattuta del calcio professionistico italiano (con la serie B che ha giocato una partita in più) sono numeri e record impressionanti (e speriamo per loro non condizionanti). Sulla scia dei grigio rossi, con 5 punti di distacco, la Cremonese e poi, altri 4 punti sotto, la neo coppia Viterbese, Piacenza che precede di un punto Como ed Arezzo, di due il Renate, di quattro il Livorno in una zona di classifica così fluida da poter variare anche sostanzialmente ogni domenica.

Il campionato nel complesso ha consumato il primo quarto del suo cammino. Nel corso delle dieci giornate, in ogni girone sono state giocate 100 partite. Le 100 del girone A hanno registrato 45 vittorie interne, 29 pareggi (9 dei quali senza gol) e 26 successi esterni. 240 i gol realizzati da 135 giocatori, autori degli autogol compresi (in media, 24 a giornata, 2,4 a partita), 137 dei quali da squadre che giocavano in casa, 103 da quelle che erano impegnate in trasferta. Il massimo di gol realizzati in una giornata, come già accennato, 33 al secondo turno, il minimo, 12, alla giornata numero 9.



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