

di Andrea Arena
VITERBO – Era di maggio, e non può mancare il festival del volontariato. Manca ancora più di un mese, ma l’attività della consulta comunale è già a pieno regime per organizzare l’annuale edizione di un evento che oltre ad essere il collante di un’intera comunità (attivisti, associazioni, volontari, assistiti, parenti, amici), ad ogni tornata riesce a regalare sorprese e innovazioni, nella formula e nei contenuti, tanto da diventare un punto di riferimento su ‘’come fare le cose bene a Viterbo’’.
Sotto la regìa del presidente della consulta Marco Ciorba – che il festival l’ha pensato e plasmato anno dopo anno -, con il lavoro del direttivo e la consulenza preziosa del consigliere comunale delegato Paolo Moricoli, si stanno mettendo a punto tutti dettagli. Intanto, le date: l’edizione 2016 si svolgerà dal 5 al 8 maggio prossimo. E poi, la grande novità, la sede: la cara e vecchia cittadella del Volontariato, nell’ex tribunale di piazza Fontana Grande, trasloca. E si prende addirittura Palazzo dei Priori, per definizione ‘’la casa di tutti i viterbesi’’, e a maggior ragione di chi ha bisogno di aiuto e di chi si spende tanto per non farglielo mai mancare. ‘’L’obiettivo – spiega Ciorba – è quello di portare i cittadini dentro al mondo del volontariato e, allo stesso tempo, trasferire questo mondo nel cuore della macchina amministrativa della città, nella speranza che ciascuno possa prendere dall’altro le parti migliori come esempio’’. Dare e avere e crescere insieme, eccolo il punto d’incontro.
Dunque, eventi nelle storiche sale del Comune (la sala Regia, la sala della Madonna) ma anche nel cortile interno, un luogo davvero suggestivo specie a primavera, e sotto ai porti del Comune, quei portici che si vorrebbe tanto valorizzare (ma non basta certo un mercatino…) e che invece offriranno accoglienza e ospitalità alle tante realtà che compongono la grande famiglia del volontariato viterbese. Si ragiona anche su una formula snella e veloce, con conferenze, incontri a tema, spettacoli eccetera, che possa attrarre tanto pubblico.
Restano ancora diversi particolari – e non di secondo piano – da svelare. Intanto, la grande cena finale, l’appuntamento immancabile per mezza città (lo scorso anno, proprio in piazza del Comune, i commensali erano più di mille). Dopo i Facchini di Santa Rosa, i consiglieri comunali e i presidenti delle associazioni di volontariato, chi avrà l’onore quest’anno di fare da cameriere? ‘’Stiamo decidendo tra le varie richieste che ci sono arrivate…’’, replica un sibilino Ciorba. Da scegliere anche la madrina del festival: lo scorso anno fu Annalisa Minetti, e fu un successo. Arricchito poi dalla candidatura a capitale europea del settore, col modello Viterbo che ha strappato consensi a tante altre realtà europee, anche quelle più blasonate.
Intanto, il mondo del volontariato continua a lavorare sul campo: in silenzio, senza risparmiarsi mai, per non lasciare soli quelli che, almeno qui a Viterbo, non sono e non saranno mai ''gli ultimi''.
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