


(Un'immagine del rave Teknival del 1999 sul lago di Bolsena)
VITERBO - Gianluca come Fabrizio, morto annegato anche lui giovanissimo durante un rave party nella Tuscia. Allora, era il mese di giugno del 1999, la tragedia ebbe luogo nel lago di Bolsena, non lontano dall’altro bacino di origine vulcanica, il più piccolo lago di Mezzano, dove a Ferragosto ha perso la vita il 24enne di Reggio Emilia che partecipava al mega raduno techno nelle campagne di Valentano.
C’è un precedente nella tragedia di Ferragosto, con vittima Gianluca Santiago. Circostanze e luoghi sono quasi gli stessi che videro la morte di Fabrizio Longo, romano di 20 anni, uno dei cinquemila giovani arrivati da tutta Italia, ma anche da diversi Paesi europei, per quello che all’epoca fu definito 'il rave dei rave', il Teknival, sulle rove del lago di Bolsena. Un caso nazionale come quello di oggi. Se ne trova il racconto on line in alcuni articoli del quotidiano La Repubblica. Al terzo giorno dell’evento - riportano le cronache - approfittando della bella giornata di sole, Fabrizio decise di fare un bagno nel lago. Si allontanò un centinaio di metri dal boschetto dove sorgeva il campo dei ravers. Era in compagnia di alcuni amici che hanno però preferito fermarsi sulla spiaggia, mentre lui iniziò a nuotare. Forse un malore, forse era solo stanco e inesperto. Le insidie del lago fecero il resto. Improvvisamente sparì dalla superficie. Gli amici tentarono di salvarlo. Il lago a quell'altezza non era più profondo di cinque-sei metri. Ma furono sufficienti per ucciderlo. Il corpo fu subito trovato, recuperato e trasportato a riva.
L'allarme lanciato dai ragazzi attitò i carabinieri di guardia ai confini del campo rave che chiamarono un’ambulanza. Purtroppo per il giovane romano non c'era più nulla da fare. La notizia si sparse velocemente nella mega festa. Anche allora, molti partecipanti alla festa continuarono a ballare e a prendere il sole. Dopo una lunga trattativa tra gli organizzatori italiani del rave e le autorità locali, fu raggiunto un accordo di massima. Il campo fu tolto l’indomani e il corteo di auto, camion e furgoni si è nuovamente incolonnato per tornare verso casa.
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