ANNO 16 n° 251
Rave, Camilli chiede 300mila euro di danni al ministero dell'Interno
Impossibile per la Procura identificare gli organizzatori, verso l'archiviazione del caso
01/04/2022 - 06:34

VALENTANO - Piero Camilli chiede i danni al ministero dell'Interno per i danni subìti ad agosto scorso a causa del rave party.

Proprietario dei terreni su cui si è tenuto l'evento ha chiesto il risarcimento alla ministra Lamorgese perchè dal mancato sgombero dei suoi terreni avrebbero subìto danni i suoi animali, sarebbero state danneggiate le pompe dell'acqua e lui stesso sarebbe stato costretto a smaltire i rifiuti.

Nella notte di ferragosto un gruppo di appassionati di musica tecno aveva allestito un palco ad altissimo impatto acustico, intorno al lago di Mezzano, occupando abusivamente i terreni di Camilli. L'evento aveva richiamato a Valentano circa 8mila persone provenienti da tutt'Italia e da Spagna, Francia, Belgio. 

Nel corso del rave morì anche un ragazzo, per cause naturali, annegato mentre nuotava nel lago, ma l'evento andò avanti comunque. Il rave sollevò un vespaio di polemiche perché vi era stato spaccio di sostanze stupefacenti, come raccontarono diversi partecipanti, e, in piena emergenza covid, c'era stato questo gigantesco assembramento senza alcuna misura di prevenzione del contagio. 

Diverse persone furono identificate ma non è stato possibile per la procura di Viterbo risalire agli organizzatori tanto che ha chiesto l'archiviazione della vicenda.

Sul mancato sgombero la ministra Lamorgese spiegò in aula che ''dato l'alto numero di persone e la presenza di bimbi era stata ritenuta opportuna un'attività dissuasiva, mentre era controindicata l'azione di forza'. La strategia era stata quella di esercitare 'una costante pressione per rompere il fronte dei manifestanti e isolando la fazione più irriducibile'. Strategia che, a parere della ministra, aveva consentito di evitare il proseguimento dell'evento che nelle intenzioni degli organizzatori sarebbe dovuto terminare il 23 agosto, ma già al 19 era iniziato il deflusso.

Piero Camilli però non ci sta e ha intentato un'azione civile chiedendo un risarcimento danni di 300mila euro.





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