

VITERBO – Su trentanove cessioni di cocaina accertate in pieno centro storico, una buona percentuale è stata spacciata da lui; il sesto uomo sfuggito al blitz dell’operazione City e latitante dal 9 ottobre scorso.
In quella circostanza, gli uomini della Squadra mobile guidati dal vicequestore Fabio Zampaglione misero a segno un duro colpo al mercato della droga viterbese, con il sequestro di ben duecento grammi di cocaina e l’arresto di quattro persone considerate il fulcro dello spaccio nel centro storico cittadino. Nel penitenziario viterbese con l’accusa di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti erano finiti F.D. (44 anni) e T.F. (28); mentre ad M.S. (18); ed M.G (20 anni) era stata concessa la detenzione domiciliare. All’indomani gli uomini di Zampaglione erano poi riusciti a rintracciare il quinto spacciatore: un albanese di 23 anni, S.A., anche lui rinchiuso a Mammagialla con le stesse accuse.
Ma all’appello mancava ancora l’esecuzione di un’ordinanza di misura cautelare a carico di un altro albanese, sempre di 23 anni: David Rebesci, considerato il principale spacciatore del gruppo. “Sui trentanove episodi di spaccio appurati, gran parte furono opera sua”, hanno riferito dagli uffici di piazzale Romiti.
Ma trovare Rebesci non è stata un’impresa facile, tanto da indurre la Procura (il sostituto titolare dell’inchiesta “City” è Stefano D’Arma) ad emettere un decreto di latitanza su tutto il territorio nazionale. Non solo: nel mese di novembre, acquisita la notizia che Rebesci si trovava in Grecia ospite di alcuni parenti, viene spiccato un mandato di arresto europeo notificato dall’Europol, l’agenzia di contrasto dell’Ue preposta allo scambio e all’analisi di intelligence in ambito criminale.
Quindi il blitz della polizia greca con un altro nulla di fatto. Stesso destino per l’irruzione in un’abitazione nel Comune di Moricone (in provincia di Roma) dove risultava essere Rebesci che, invece, non era stato trovato.
L’epilogo della caccia all’uomo c’è stato la sera del 23 dicembre scorso, quando l’albanese, alla guida di un’Alfa Romeo, ha travolto ed ucciso una donna di 77 anni che stava attraversando la via Maremmana Inferiore (a Guidonia) con il figlio.
Nonostante Rebesci, che non si è fermato a prestare soccorso, abbia tentato la fuga a tutta velocità, è stato acciuffato poco dopo da una pattuglia dei carabinieri di Frascati, impegnati in un ordinario servizio del territorio.
Svolti ulteriori accertamenti, è poi emerso che sul 23enne pendeva un mandato di arresto europeo: per lui si sono spalancate le porte del carcere di Rebibbia, dove è tuttora rinchiuso a disposizione della magistratura cui deve rispondere di detenzione ai fini di spaccio, omicidio colposo ed omissione di soccorso.