

VITERBO - Sulla vicenda della mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni interviene il vicesegretario dell'Unione Comunale del Pd e consigliere comunale Martina Minchella.
'La democrazia prevede che le opposizioni hanno pieno titolo di presentare una mozione di sfiducia, ma i cittadini hanno il diritto di poter ricordare, perché non c’è futuro che non si costruisca con gli insegnamenti che ci ha fornito il passato.
Oggi abbiamo un’opposizione frammentata: ciò che resta delle destre che ieri stavano al governo della città, un movimento Cinque Stelle da sempre soggetto che invoca il cambiamento e che oggi lo prova a portare avanti con il vecchio e poi dulcis in fundo ci sono coloro che della transumanza ne fanno la normalità e un modello da presentare alla città, per alcuni di loro qualcuno, oggi, potrebbe recriminarci il fatto che probabilmente lo potevamo immaginare.
Quello che però è bene ricordare è che le destre hanno governato per venti anni la nostra città, e i cittadini consapevoli dei danni arrecati hanno ritenuto opportuno non riconfermali alla guida di Viterbo. Lunga è lista da Talete al CEV, passando per Tuscia Expò, che altrove sarebbe diventata volano per l’economia, mentre a Viterbo il massimo che si è potuto fare è stato porre in liquidazione.
Potrei continuare a lungo, Esattorie e il buco da milioni di euro che abbiamo trovato appena insediati, una città senza teatro, un comune che nei rapporti con Roma è stato sempre considerato come l’ultima provincia dell’impero, le Ex Terme Inps lasciate abbandonate senza prospettiva e senza futuro, appalti al vaglio della magistratura che hanno ingessato il bilancio comunale.
L’appello a chi sedeva prima sugli scranni della giunta viene spontaneo: non fateci più lezioni di buona amministrazione perché i vostri anni sono stati un florilegio di cose che non andavano, di ciò che si doveva fare e non si è fatto, di ciò che non si doveva fare ed invece è stato portato avanti. Abbiamo lavorato e stiamo lavorando per riparare e per migliorare e una cosa è certa questa amministrazione non ha mai confuso i diritti che spettano a tutti i cittadini con la tutela dei privilegi.
Certo, oggi dopo tre anni mi sento di dire che abbiamo sicuramente avvertito il peso della nostra iniziale inesperienza e della nostra vivacità democratica, ma credo che si può senza dubbio rivendicare che questa è un’amministrazione composta da persone che della trasparenza, dell’onestà e della legalità hanno fatto il loro modo di essere e di operare.
Allora la democrazia prevede le mozioni di sfiducia, ma anche il ricordo del passato che consente di dire da che pulpito viene la predica''.
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