ANNO 16 n° 273
Respinta la sfiducia a Michelini
La mozione raccoglie appena 11 voti. Rissa sfiorata tra Barelli e Insogna
12/11/2015 - 19:40

VITERBO – E' il giorno della mozione di sfiducia. Quella presentata illo tempore da Gianluca De Dominicis (Movimento Cinque Stelle), lasciata decantare, modificata quanto basta (ma con roba naturale, niente solfiti) e infine firmata da altri dodici consiglieri della minoranza. Oggi si discute, calcio d'inizio previsto per le ore 15.30. Ah, piazza del Comune è presidiata dalle forze dell'ordine, ma non per il Comune Cattivo, ma contro la Buona Scuola: manifestazione fissata alle ore 16.30.

Ore 15.31 Banchi ancora mezzi vuoti. Si riempie invece la platea, con gli accoliti di Viterbo Civica. C'è anche l'ex consigliere comunale Milioni, da Bagnaia.

Ore 15.35 Arriva De Dominicis (Cinque Stelle), cioè colui che ha reso possibile tutto questo presentando la mozione. Vestito blu delle grandi occasioni, e sguardo verso il tavolo della stampa: ''Sembrate un plotone d'esecuzione'', dice. Noi?

Ore 15.38 Il presidente Ciorba suona il campanello, ma la maggioranza si ritira in riunione nelle segrete stanze. Ergo: il primo appello slitta almeno alle 16. Almeno.

Ore 15.44 E invece no. Ciorba comnincia a risuonare il campanello, manco fossimo a Porta a Porta. La maggioranza rientra in aula e si va all'appello.

Ore 15.48 C'è il numero legale. E c'è anche Filippo Rossi. 

Ore 15.50 Ogni consigliere avrà a disposizione un intervento di dieci minuti. E tre per la dichiarazione di voto. Morale della favola: si andrà lunghi e si salterà lo spritz.

Ore 15.52 De Dominicis, che la mozione l'ha proposta, legge il testo. Poi cederà la parola per il primo intervento a Goffredo Taborri. ora nel gruppo misto ma fino ad un anno fa in maggioranza.

Ore 15.54 Assessori presenti al momento: Ciambella, Perà, Ricci e Saraconi. Citati in rigoroso ordine alfabetico.

Ore 15.58 Taborri: ''Caro sindaco, io sono pronfdamente deluso da lei. Deluso e amareggiato. Anche a livello personale''. Poi, lo scoop: ''Tre anni fa votai per lei alle primarie del centrosinistra. Io, uomo di centrodestra''. Dunque, è vero che alle primarie votano gli infiltrati...

Ore 16.02 Ancora Taborri: ''Lei sindaco già il giorno dopo le elezioni si è svenduto la carica di presidente del consiglio comunale. Poi ha distrutto anche Oltre le mura, la lista che lei stesso aveva creato. Il Pd ci scarica? Però ci ha usato quando gli serviva''. E ancora: la gestione dei rifiuti, i rimpasti...

Ore 16.10 Taborri conclude così: ''Ci conosciamo da cinquant'anni, io e lei. Le dò un consiglio: si dimetta, magari non stasera, ma si dimetta. Ne può ancora uscire bene''. Poi tocca a Ubertini (Forza Italia) a parlare.

Ore 16.14 Ubertini la tocca piano: ''Lei è un sindaco ombra. Deve sempre rendere conto a chi l'ha fatta eleggere, chi c'è dietro di lei. Perciò ha le mani legate''- Chissà a chi si riferirà mai, il capogruppo di Forza Italia. Indovina indovinello.

Ore 16.19 Ubertini sorpassa Taborri a destra: ''Sindaco, si chiuda nel suo ufficio e firmi le dimissioni. Adesso, subito''. Poi cede il microfono a Chiara Frontini (Viterbo 2020).

Ore 16.24 Frontini in formissima: ''Sindaco, lei sembra Giandomenico Fracchia''. Si vola altissimo, insomma.

Ore 16.28 A molti consiglieri già cala la palpebra. Ma d'altronde si sapeva che oggi sarebbe stato così: minoranza scatenata a tirare fuori tutti i (presunti) misfatti dell'amministrazione Michelini, stile lista della spesa. Una tortura cinese, insomma: chissà se a Luoyang lo sanno.

Ore 16.32 Tocca a De Dominicis in giacca, cravatta e auricolare bluetooth. Intanto si vedono gli assessori Delli Iaconi, Barelli e Troncarelli. Tra i banchi della maggioranza, è rientrato dopo una lunga assenza Mario Quintarelli.

Ore 16.41 Mentre parla De Dominicis (perennemente ripreso dai cellulari dei fans grillini inj aula), arrivano altri ex consiglieri, la platea è affollatissima: visti altri ex consiglieri come Obino e Talotta. E tanta gente comune. Gli appassionati viterbesi di politica sono tutti qui, oggi, siori e siore. Oppure sono emigrati da un pezzo in Australia.

Ore 16.49 Buzzi (Fratelli d'Italia) va giù di metafora: ''Se fossi un amministratore di un condominio con 32 appartementi, se anche 13 inquilini mi scrivessero che qualcosa non va, mi farei qualche domanda''.

Ore 16.58 Insogna (Gal): ''La maggioranza funziona che decidono in pochi ma debbono votare tutti. La realtà è che il sindaco non ha il fisico del ruolo per fare il sindaco''.

Ore 17.02 Strepitoso Insogna: ''Se ci fosse un esorcista qui direbbe al sindaco 'Peppe Fioroni esci da questo corpo'. Esci!'' Applausi e risate dal, pubblico, Ciorba chiede un po' di contegno istituzionale.

Ore 17.10 Siamo partiti dal geometra Fracchia e adesso arriviamo a Gustavo Zagrebelski, appena citato da Santucci. Che pomeriggio meraviglioso, ragazzi.

Ore 17.18 Santucci dà anche una notizia: ''Questa città è diventata insicura. Oltre ai fatti di Santa Rosa, che conosciamo tutti, anche la sede di FondAzione è stata oggetto di atti vandalici. Lo sapeva solo la Digos perché noi non vogliamo farci pubblicità''.

Ore 17.30 Tofani (Oltre le mura), come Rudi Garcia, rimette la chiesa al centro del villaggio: ''Dicono che questa sia la prima volta che si discuta una sfiducia al sindaco a Viterbo. Ma secondo me la moizione non dovrebbe essere fatta dalla minoranza, perché è logico che la faccia. Semmai, se le cose non funzionano, dovrebbe essere la stessa maggioranza a sfiduciare il sindaco... Anzi, loro, l'opposizione, dovrebbero ringraziarci per essere qui oggi a tenere il numero legale, quando loro con noi non lo fanno mai''. Un ragionamento politcamente perfetto, e anche di una furbizia andreottiana, diremmo.

Ore 17.34 Intanto, per chi ci segue da casa, è appena rientrato in aula Filippo Rossi. Prego si accomodi.

Ore 17.43 La rivelazione di Augusta Boco (Pd, tendenza Grotte Santo Stefano): ''Conosco Michelini da tanti anni, da quando ero appena laureata. Mi ha anche sistemato il giardino di casa''. Chissà come stanno quelle ortensie.

Ore 17.51 Troili (Pd) cita un certo cantante Giampieretti (Gian Pieretti?) e poi dice: ''Abbiamo vinto a mani basse, ma poi abbiamo avuto grandi difficoltà a governare''.

Ore 17.55 L'assessore Barelli, noto melomane, viene in soccorso della stampa: il cantante citato da Troilli in effetti è Gian Pieretti, nome d'arte di Luca Dante, classe 1940. Poi dice che i politici non servono a niente.

Ore 17.58 Troili comunque voterà contro la sfiducia. Intanto in minoranza è arrivato Grancini (Fratelli d'Italia). Assenti Moltoni (a quest'ora dovrebbe stare a sorvolare le Azzorre) e Galati. Dunque, la mozione dovrebbe incassare undici voti. Non abbastano.

Ore 18.06 Scorsi (Pd): ''Non capisco di cosa stiamo parlando. Le accuse a Michelini sono per cose di normale amministrazione. Che si sarebbero potute discutere oggi, in  consiglio, invece di parlare di sfiducia al sindaco''.

Ore 18.10 Parla Bizzari (sempre Pd): ''La minoranza sin dal primo giorno ha puntato tutto sulla distruzione, sul contestare''. Ma la soglia d'attenzione dentro e fuori dall'aula è calata drasticamente, tra chi gioca col cellullare, chi chiacchiera, chi esce a fumare. Unici irriducibili, i Cinque Stelle, che riprendono tutto con un cellulare piazzato su un bastone da selfie. E loro non beccano neanche il gettone di presenza.

Ore 18.18 Una frase della Bizzarri (''Qualcuno non ha partecipato alle discussioni sul bilancio forse perché non c'era nulla da spartire'') scatena le colorite proteste della minoranza. Attimi infuocati, poi Ciorba cerca di riportare l'ordine. Bizzarri chiede di far rispettare il regolamento e di sanzionare eventuali offese.

Ore 18.33 Parlano Moricoli, De Alexandris e un appassionato Fabbrini che, come Tofani, ogni volta che parla di Democrazia cristiana si commuove. Ma tutti aspettano l'intervento del sindaco.

Ore 18.53 Invece parlano ancora Rossi (il solito discorso ''rossiano'', e mica rossiniano) e poi Serra, che oggi ha scoperto di essere il vincitore morale delle primarie.

Ore 18.57 Dopo Fracchia, Zagrebelski e Gian Pieretti, arriva la citazione di San Paolo (la fa Serra). E il cerchio si chiude. Vabbene: ma quando di vota? Quando finiamo?

Ore 19.10 Eccolo, Michelini. Un po' legge, un po' va a braccio, ma tocca un po' tutti i temi, e risponde alle accuse. Dice quello che è stato fatto e quello che farà. Contesta certe eredità (Esattorie, le partecipate che non funzionano, gli appalti e le società che non pagano il Comune) e dice che ha cambiato tutto. Per quando riguarda Viterbo Ambiente, il sindaco annuncia che a breve il contratto potrà essere modificato da parte del Comune, visto che il commissariamento dell'azienda Gesenu sembra imminente da parte del prefetto di Perugia. E ancora: la cultura, la Macchina ad Expo, Experience Etruria, la riqualificazione delle piazze, le ordinanze per il termalismo, nuovi progetti per Villa Lante. ''Viterbo è uscita dall'ombra e ha iniziato il suo percorso di crescita in Italia e non solo. Non sono un capopolo, lavoro per la città e per i cittadini, solo per questo. I viterbesi non dimenticano chi in vent'anni ha portato la città allo sfascio. Non basta attaccare me per rifarsi una verginità politica''. Insomma, Michelini esibisce il portfolio aziendale.

Ore 19.19 Intanto, persino Giulio Marini (Forza Italia) si è messo il giacchetto e se n'è andato. Ma poi dice che torna.

Ore 19.35 Siamo in dichiarazioni di voto, tre minuti a capogruppo. Se tutto va bene, per le otto siamo fuori. Se tutto va bene,

Ore 19.51 Lite Insogna-Barelli. Mentre il consigliere parla, l'assessore è tra i banchi della minoranza a colloquio con De Alexandris. Insogna sbotta: ''Per stare qui lei deve essere stato eletto. Esca''. Barelli prova a spiegarsi, i vigili urbani e il presidente Ciorba lo convincono a tornare tra i banchi della giunta.

Ore 20.12 Si vota, già con le giacche indosso per scappare a cena. Tutto come previsto: 11 sono per la sfiducia, la maggioranza vota compatta contro. Qualcuno dal pubblico si permette di gridare ''buffoni''. Tutti a casa, per stasera, ma in Comune no.

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