ANNO 16 n° 275
Referendum sull'acqua, ''Il Comune ha fatto una figura meschina''
L'Usb, parte del comitato ''Non ce la beviamo'', all'attacco
28/02/2016 - 16:02

VITERBO - Riceviamo e pubblichiamo da Paola Celletti dell'Usb

Referendum sull'acqua pubblica: l'intenzione di affossarlo era chiara ma la figura è stata vile e meschina.

Vile perchè non hanno avuto il coraggio di dire ai cittadini che anche loro sono per la privatizzazione e si sono nascosti dietro falsi pretesti tecnici appositamente costruiti alla vigilia della scadenza.

Meschina perchè  realizzata  nella più totale incompetenza tecnica, adducendo  a  un parere  senza  firma  e senza  protocollo. Un  pezzo di carta  senza  valore, buono solo per farci il fuoco, che nessuno si è preso la responsabilità di sottoscirivere, né consiglieri né segretario generale.

Un  pezzo di carta,  ripetiamo, senza firma che, paradossalmente, andrebbe  a  mettere in dubbio le firme dei cittadini identificate con documenti di identità validi e controllabili in qualsiasi momento da parte dello stesso Comune.

Una conclusione che  la I Commissione comunale non si è presa  la responsabilità di assumere  rinviando la seduta a data da destinarsi, quando  la scadenza dei termini per l'indizione del referendum è domani.

Questa è l'arroganza di una classe dirigente comunale senza dignità e di bassissima lega, specchio di quella nazionale con un Pd che in piazza porta le bandiere dell'acqua pubblica e che nelle stanze del potere lavora in accordo con le multinazionali.

Una dittatura del capitale che accomuna  in un unico progetto le destre che hanno dichiaratamente  abbracciato la scellerata scelta della privatizzazione e le sinistre al potere che vigliaccamente  obbediscono  ai poteri forti tradendo le aspettative  dei cittadini.

Un esempio lampante ''lo Sblocca Italia'', che al suo interno contiene il piano di privatizzazione dell'acqua senza mai chiamarlo con il suo nome.
Usb,  parte integrante del Comitato ''Non ce la beviamo'', continuerà la sua lotta a Viterbo e  in tutti i Comuni d'Italia che attuano  questa ignobile  politica di mercificazione dei beni comuni e di abolizione della democrazia e dei diritti dei cittadini.

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