

VITERBO – L’assemblea permanente, indetta unitamente da tutte le sigle sindacali per protestare contro gli 80 esuberi dichiarati dalla Ceramica Catalano, è stata sospesa fino al 30 settembre.
Ieri pomeriggio, il presidente della Provincia Marcello Meroi si è recato negli stabilimenti dell’azienda, una delle più importanti del distretto industriale di Civita Castellana, per ascoltare le ragioni della manifestazione.
A seguito del colloquio con il proprietario dell’azienda, il quale ha illustrato la situazione e l’impossibilità di soddisfare le richieste avanzate, ma comunque ha offerto la disponibilità a ricercare soluzioni condivise, Meroi ha contattato il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, per organizzare un tavolo e far incontrare le parti. Parti che si sono incontrate già questa mattina, all’interno della fabbrica, e che hanno deciso di trovare un momentaneo accordo. Il presidio, infatti, è stato sospeso fino al 30 settembre, giorno in cui, però, i lavoratori vorranno una risposta chiara: oltre al contratto di solidarietà dovrà essere valutata la possibilità entro il prossimo 31 dicembre ad effettuare il licenziamento su base volontaria ed incentivato del personale che maturerà l’età pensionabile nella vigenza dei tre anni di mobilità.
''Grazie alla forte mobilitazione dei lavoratori che congiuntamente al tempestivo intervento di alcune istituzioni, quali il presidente della Provincia di Viterbo Meroi Marcello, il consigliere Regionale Panunzi Enrico, il sindaco di Civita Castellana ed il vicesindaco di Fabrica di Roma ai quali va il ringraziamento di tutti i lavoratori, - dichiarano in una nota la Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil, Fialc Cisal e Ugl energia - è stato possibile riattivare il confronto. Le stesse istituzioni che hanno confermato il loro impegno ad aiutare il tavolo del confronto tra azienda e sindacati per definire soluzioni condivise, hanno anche richiesto ed ottenuto dai sindacati e lavoratori un segnale distensivo. Nonostante tutti i buoni propositi, - concludono - dobbiamo comunque registrare un atteggiamento che riteniamo inopportuno da parte dell’azienda che ha ritenuto, dopo l’assemblea dei lavoratori svolta dai sindacati, riunire nuovamente gli addetti in servizio per giustificare le proprie posizioni rischiando di vanificare i piccoli progressi relazionali fin qui raggiunti''.
La Catalano, unitamente alla Ceramica Flaminia, avevano comunicato la necessità di licenziare 80 e 39 operai su un organico totale, rispettivamente, di circa 230 e 170 lavoratori. Le due aziende avevano motivato i provvedimenti con il perdurare della crisi economica, che avrebbe determinato un cospicuo calo degli ordinativi e conseguentemente dei risultati di bilancio, generando, a loro avviso, l’eccedenza strutturale di personale dichiarata.
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