

VITERBO – Avviate le procedure di licenziamento per 80 operai della ceramica Catalano e di 39 operai della ceramica Flaminia. La crisi ha colpito anche le due maggiori aziende di Civita Castellana.
La Catalano e la Flaminia hanno infatti comunicato la necessità di licenziare 80 e 39 operai su un organico totale, rispettivamente, di circa 230 e 170 lavoratori.
Le due aziende hanno motivato i provvedimenti con il perdurare della crisi economica, che avrebbe determinato un cospicuo calo degli ordinativi e conseguentemente dei risultati di bilancio, generando, a loro avviso, l’eccedenza strutturale di personale dichiarata.
Ma a questa eccedenza strutturale si aggiungerebbero altri lavoratori che risulterebbero in esubero per effetto della chiusura del reparto di produzione stampi, attività che entrambe le aziende ritengono non proficua e che intenderebbero gestire attraverso l’appalto.
Dopo aver effettuato un primo esame della situazione insieme alle Rsu, la Cgil ha comunicato alle direzioni aziendali la propria contrarietà ai licenziamenti dichiarati, sia perché determinati dalla esternalizzazione di alcune attività e sia perché eccessivi rispetto al calo produttivo e di bilancio dichiarato.
‘’Conseguentemente – precisa il segretario Valentino Vargas -abbiamo formalizzato alle aziende la nostra disponibilità ad approfondimenti di merito per capire le reali esigenze aziendali, limitando la nostra disponibilità per la gestione degli eventuali esuberi di personale attraverso la messa in mobilità, con incentivo economico a carico delle aziende, dei lavoratori che nel corso del prossimo triennio raggiungono i requisiti per il pensionamento. Inoltre abbiamo proposto il rientro produttivo di alcune attività già appaltate e la fuoriuscita di lavoratori pensionati ancora in servizio’’.
La posizione è stata condivisa e sostenuta anche dalla Femca Cisl, Fialc Cisal e Ugl è stata comunicata e condivisa dalla assemblea dei lavoratori della Catalano che si è svolta oggi. Nel contempo l’assemblea della Catalano ha deliberato, su indicazione del sindacato e delle proposte avanzate dai lavoratori, le forme di lotta da mettere in campo.
‘’Tali lotte – dice ancora Vargas - saranno effettuate nella eventualità ci sia un irrigidimento da parte dell’azienda con l’impossibilità di raggiungere un accordo che preveda soluzioni conservative del sostentamento economico dei lavoratori e del posto di lavoro, anche attraverso l’attivazione dei contratti di solidarietà e, se possibile, attraverso un processo di efficientamento organizzativo. La stessa posizione sindacale sarà rappresentata ai lavoratori della Flaminia nella assemblea che si terrà domani 6 settembre’’.
Notizie correlate