


VITERBO - Prosegue l'inchiesta sull'omicidio avvenuto nel carcere di Mammagialla, a Viterbo, dove il 16 luglio scorso ha perso la vita Mohamed Chaanoun, detenuto marocchino di 26 anni, rimasto gravemente ferito durante una violenta rissa scoppiata all'interno della casa circondariale.
Nella giornata di oggi, sabato 25 luglio, è previsto l'esame autoptico sul corpo del giovane presso l'obitorio del cimitero del Verano, a Roma. L'incarico è stato conferito dal pubblico ministero Flavio Serracchiani, titolare delle indagini, al medico legale dell'Università Sapienza di Roma, Luigi Cipolloni, chiamato a ricostruire con precisione le cause del decesso e a fornire elementi utili per chiarire la dinamica dell'aggressione.
Autopsia decisiva per l'inchiesta
L'accertamento medico-legale rappresenta uno dei passaggi centrali dell'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo. Al termine dell'esame, il consulente tecnico avrà a disposizione novanta giorni per depositare la relazione conclusiva, documento che potrebbe risultare determinante per definire le responsabilità penali delle persone coinvolte.
Secondo quanto emerso finora, nessuno dei difensori degli indagati avrebbe nominato un consulente di parte per assistere alle operazioni peritali.

Dieci persone sotto indagine
Attualmente risultano dieci gli indagati nell'inchiesta. Le contestazioni formulate dalla Procura riguardano, a vario titolo, i reati di rissa aggravata e omicidio aggravato in concorso.
Tra gli indagati figurano detenuti di diverse nazionalità, tra cui cittadini marocchini, tunisini, libici, algerini e due italiani, con età comprese tra i 23 e i 48 anni.
La loro posizione resta al vaglio degli investigatori in attesa degli sviluppi dell'autopsia e dei successivi accertamenti tecnici.
La ricostruzione della rissa nel carcere di Viterbo
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Viterbo e dalla Polizia Scientifica proseguono senza sosta per ricostruire quanto accaduto nel pomeriggio del 16 luglio all'interno del cortile destinato all'ora d'aria.
Secondo la ricostruzione finora emersa, la vittima sarebbe stata colpita alla schiena con un'arma da taglio artigianale durante uno scontro tra due gruppi di detenuti. La lite sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in una violenta aggressione nella quale sarebbero stati utilizzati coltelli rudimentali realizzati all'interno dell'istituto penitenziario.

Perquisizioni e immagini al vaglio degli investigatori
Parallelamente agli accertamenti medico-legali, gli investigatori hanno eseguito numerose perquisizioni nelle celle del carcere di Mammagialla alla ricerca delle armi utilizzate e di ulteriori elementi utili alle indagini.
Al centro dell'attività investigativa ci sono anche i filmati registrati dall'impianto di videosorveglianza della casa circondariale, che potrebbero consentire di ricostruire le varie fasi della rissa e individuare con precisione il ruolo ricoperto da ciascun partecipante.
L'esito dell'autopsia e le successive analisi della Procura saranno fondamentali per definire il quadro accusatorio e stabilire le responsabilità nella morte del giovane detenuto, un episodio che ha riportato l'attenzione sulle condizioni di sicurezza all'interno del carcere di Mammagialla, uno dei principali istituti penitenziari del Lazio.
