ANNO 16 n° 198
Carcere di Viterbo, il Sippe denuncia: “Aggrediti due agenti a sediate”
Il sindacato lancia l'allarme dopo l'omicidio di un detenuto avvenuto a Mammagialla: chiesti interventi urgenti per rafforzare sicurezza e personale
17/07/2026 - 17:44

VITERBO – Dopo l’omicidio di un detenuto avvenuto nei giorni scorsi, arriva una nuova denuncia sulle condizioni di sicurezza all’interno del carcere di Viterbo. A sollevare l’allarme è il sindacato di polizia penitenziaria Sippe, che riferisce di un’aggressione ai danni di due agenti in servizio nella struttura di Mammagialla.

Secondo quanto comunicato dall’organizzazione sindacale, nella giornata odierna, intorno alle 12.10, alcuni detenuti avrebbero aggredito due appartenenti alla polizia penitenziaria all’interno di un reparto detentivo. Gli agenti sarebbero stati colpiti con delle sedie e costretti ad allontanarsi dal reparto. Per entrambi si sarebbe reso necessario l’intervento dei sanitari del 118 e il trasferimento al pronto soccorso.

“La Casa Circondariale di Viterbo è ormai una polveriera fuori controllo. Il sindacato polizia penitenziaria (SIPPE) lancia un drammatico grido d’allarme dopo l’ennesima giornata di ordinaria follia e violenza dentro le mura della “Mammagialla”. Nemmeno il tempo di elaborare il gravissimo fatto di sangue di ieri, 16 luglio, culminato con l’omicidio di un detenuto ventisettenne accoltellato durante una rissa, che oggi la violenza ha preso di mira direttamente il personale in divisa”, spiega il segretario generale Carmine Olanda.

“Siamo di fronte a un totale collasso della sicurezza – dichiara la segreteria generale del sindacato -. Il personale è esausto, numericamente carente e abbandonato a se stesso. Subire l’umiliazione di essere cacciati a sediate dai reparti è inaccettabile. La situazione è insostenibile e richiede l’attenzione immediata e inderogabile dei vertici del DAP”.

Il Sippe torna quindi a chiedere interventi urgenti da parte dell’amministrazione penitenziaria, sollecitando l’invio di personale di supporto, il trasferimento dei detenuti ritenuti responsabili degli episodi di violenza e misure immediate per riportare condizioni di sicurezza all’interno dell’istituto.

“Non c’è più tempo da perdere: lo stato deve riprendere il controllo del carcere”, conclude il sindacato.






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