

VITERBO - Assoluzione con formula piena per il nonno orco di Proceno, accusato di maltrattamenti e violenza sessuale continuata sulle sue due nipotine minorenni.
Sono arrivate dopo ore di udienza le richieste degli avvocati Roberto Borgogno e Amedeo Centrone, difensori dell'imputato.
Un'assoluzione totale per il 77enne, conte, ereditiere di una facoltosa famiglia viterbese, che arriva a riequilibrare le richieste formulate durante la scorsa udienza dall'accusa.
Il pubblico ministero Fabrizio Tucci, il 16 marzo, infatti, dopo un'ora di requisitoria, aveva chiesto una condanna a 6 anni e mezzo di reclusione. E oggi parola alla difesa, che ha scardinato una ad una le accuse mosse al nonno conte: prima tra tutte quella di violenza sessuale, oltre che quella di maltrattamenti.
Per i legali dell'uomo, i racconti delle bambine sarebbero nati da una situazione famigliare complicata, ma non avrebbero alcun reale fondamento. In più, in fase di incidente probatorio, la più piccola delle due sarebbe stata dichiarata parzialmente adatta a testimoniare, per la sua tendenza a ingigantire la cose. Non ci sarebbe nulla di vero, in ciò che raccontò alla madre.
Per la difesa, nessun attaccamento morboso del nonno. Nessuna violenza. Nessun tentativo di toccare le bimbe nelle parti intime, nascosto dietro bagnetti o bidet, dunque.
Nonostante la madre, 35enne di origini thailandesi, continui fermamente a portare avanti la sua tesi: nel 2011 denunciò il suocero per questi suoi atteggiamenti eccessivamente affettuosi. Per lui, dopo un provvedimento di allontanamento, scattarono le manette e gli arresti domiciliari. E oggi, la nuora, che si aspettava di veder la fine di questa vicenda, esce in lacrime dal tribunale. Dovrà attendere l'autunno per la decisione del collegio.
Il 4 ottobre prossimo, ci sarà spazio per le repliche e, finalmente, la sentenza.