

VITERBO - Il fatto non sussiste. L'assoluzione con formula piena arriva dopo due ore e mezza di camera di consiglio del giudici. Poi la sentenza, letta pubblicamente dopo un processo a porte super blindate.
Per il conte di Proceno, 77 anni, cadono oggi tutte le accuse che gli venivano mosse dalla procura: nessuna carezza spinta alle nipotine. Nessuna violenza sessuale continuata contro quelle sue bambine, oggi divenute ragazze di 15 e 17 anni.
Una sentenza che, secondo i difensori dell'uomo, riequilibra i cinque anni e mezzo da incubo in cui l'uomo avrebbe vissuto.
''Sono stati anni duri per la famiglia. Ma la difesa ha sempre creduto di potercela fare. Siamo stati più aperti possibile: dall'inizio abbiamo chiesto incidente probatorio perché le accuse non erano affatto sostenibili. E oggi - prosegue l'avvocato Centrone - siamo qui a raccogliere i frutti di questa lunga battaglia che abbiamo sostenuto''.
Alla lettura della sentenza, lacrime e malori. Da una parte l'ormai ex imputato non regge alle emozioni di una ritrovata libertà. Dall'altro la madre delle ragazzine vede sfumare il suo desiderio di giustizia. Era stata lei, d'altronde a dare inizio a tutta la vicenda, quando nel 2010 denunciò il suocero per quegli atteggiante troppo dolci e ossessivi nei confronti delle nipotine.
Ma oggi è tutto finito. Nessun nonno orco per la giustizia viterbese.
''Sono stati cinque anni e mezzo di fatica per il nostro assistito. Nessun commento fino a che non leggeremo la sentenza. Certo è che questo è un gran giorno è il sentimento che ci pervade è quello di una moderata di moderata soddisfazione. Moderata, perché purtroppo non si cancella la sofferenza e l'impossibilità di un rapporto con le nipoti. Non si cancella il passato'', conclude il legale dell'uomo.