


VITERBO - Prosegue con questo terzo appuntamento 'Le famiglie di Bagnaia', una rubrica dedicata alla storia del paese attraverso i suoi cognomi, le genealogie e i registri parrocchiali che, dal Seicento al Novecento, hanno raccontato la vita della comunità bagnaiola.

Un viaggio tra famiglie, migrazioni, soprannomi e trasformazioni che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a costruire l'identità del paese così come lo conosciamo oggi.
Il terzo capitolo è dedicato a una delle figure più importanti per la memoria storica del paese: don Arcangelo Carones, autore delle celebri 'Memorie di Bagnaia'.
VITERBO - Per anni sulla figura di don Arcangelo Carones sono rimasti diversi interrogativi. Di lui si conoscevano l'opera e il contributo alla ricostruzione della storia locale, ma restavano incerte alcune informazioni biografiche fondamentali, come il luogo di nascita e la provenienza della famiglia.
Come ricordato anche da precedenti studi, la mancanza di parte dei registri parrocchiali sembrava infatti rendere impossibile risalire con certezza alle origini del sacerdote.
L'analisi condotta da Giovanni Maria Cepparotti sui registri storici delle parrocchie di Bagnaia ha però permesso di fare nuova luce sulla vicenda.
Dalle ricerche emerge infatti che il cognome Carones, inizialmente riportato nelle forme Caronis, Carionis, Carionisi e Caronise, compare per la prima volta nei registri nel 1671.
Il capostipite della famiglia risulta essere Giovanni Battista Caronis, proveniente da Borgo Cannobio, nell'attuale provincia del Verbano-Cusio-Ossola, sulle sponde del Lago Maggiore, a pochi chilometri dal confine svizzero.
Un viaggio lungo centinaia di chilometri che, nella seconda metà del Seicento, portò questa famiglia a stabilirsi definitivamente a Bagnaia.
Le ricerche hanno inoltre consentito di ricostruire la biografia dello stesso don Arcangelo. Il sacerdote nacque a Bagnaia il 26 aprile 1739 e venne battezzato il giorno successivo nella chiesa di San Giovanni Battista. Morì invece il 22 ottobre 1801, venendo sepolto nel sepolcro dei sacerdoti della stessa chiesa.
Dai registri emerge inoltre che don Arcangelo non fu mai parroco, ma svolse per tutta la vita il ruolo di sacerdote collaboratore, affiancando i parroci della comunità e celebrando, in alcune occasioni, anche battesimi.
Una scoperta che non solo permette di ricostruire con maggiore precisione la biografia dell'autore delle 'Memorie istoriche della terra di Bagnaja', ma che conferma ancora una volta quanto i registri storici custodiscano una parte fondamentale della memoria del paese.

Crediti
La rubrica 'Le famiglie di Bagnaia' nasce dagli studi presentati il 24 giugno 2026 a Palazzo Papale da Giovanni Maria Cepparotti, realizzati attraverso l'analisi dei registri storici delle parrocchie di San Giovanni Battista e Santa Maria del Rosario di Bagnaia, integrati con censimenti e documentazione storica. I dati riportati negli articoli derivano dalle ricerche e dalle elaborazioni statistiche illustrate nel corso dell'incontro.
