ANNO 16 n° 183
Le famiglie di Bagnaia - Episodio 2: Bagnaia, un paese di forestieri dal Seicento
Dai registri parrocchiali emerge un paese aperto e dinamico: il 60% delle famiglie pił diffuse proviene da fuori Bagnaia, con arrivi da Soriano, Firenze, Bologna e perfino dal Lago Maggiore
Andrea
02/07/2026 - 00:21
di Andrea Farronato

Prosegue con questo secondo appuntamento 'Le famiglie di Bagnaia', una rubrica dedicata alla storia del paese attraverso i suoi cognomi, le genealogie e i registri parrocchiali che, dal Seicento al Novecento, hanno raccontato la vita della comunità bagnaiola.

Un viaggio tra famiglie, migrazioni, soprannomi e trasformazioni che, nel corso dei secoli, hanno contribuito a costruire l'identità del paese così come lo conosciamo oggi.

Il secondo capitolo è dedicato alle origini delle famiglie bagnaiole e ai tanti forestieri che, arrivati da altre città e regioni italiane, hanno finito per mettere radici nel paese, diventandone parte integrante.

 

VITERBO - C'è chi arrivò da Soriano, chi da Firenze, chi da Bologna e perfino chi arrivò dalle sponde del Lago Maggiore. A raccontarlo non sono le leggende tramandate oralmente, ma i registri parrocchiali di Bagnaia, che restituiscono l'immagine di un paese molto più aperto e dinamico di quanto si possa immaginare.

Uno dei dati più sorprendenti emersi dagli studi condotti da Giovanni Maria Cepparotti riguarda infatti l'origine delle famiglie bagnaiole. Analizzando i cento cognomi con il maggior numero di presenze nei registri, è emerso che circa il 60 per cento appartiene a famiglie provenienti da fuori Bagnaia.

Tra i territori maggiormente presenti nel censimento troviamo prima di tutto Soriano nel Cimino, che da sola contribuisce con tredici cognomi differenti, ma le provenienze interessano un'area molto più vasta: Viterbo, Vallerano, Foligno, Firenze, Città di Castello, Milano e numerosi altri centri della penisola.

Una presenza di forestieri che, secondo gli studiosi, potrebbe essere collegata anche ai grandi lavori che interessarono il territorio tra il XVI e il XVIII secolo, primo fra tutti quello di Villa Lante. La costruzione e la manutenzione del complesso monumentale avrebbero infatti richiamato nel borgo lavoratori, artigiani e manodopera provenienti da altre parti d'Italia, molti dei quali finirono poi per stabilirsi definitivamente a Bagnaia, magari perché si ritrovarono con una famiglia, o semplicemente perché stregati dalla bellezza del borgo.

Molti dei cognomi ancora oggi presenti tra i bagnaioli affondano dunque le proprie radici ben lontano dal paese. Nelle prossime puntate della rubrica entreremo nel dettaglio di alcune di queste storie, ricostruendo le origini e l'evoluzione di famiglie come i Carones, arrivati dal Lago Maggiore, i Vannini, provenienti dal territorio fiorentino, i Taruffi, giunti dal Bolognese, oppure gli Aquilani, da cui nacquero nel tempo altri cognomi ancora oggi molto diffusi, di cui tratteremo prossimamente.

Crediti

La rubrica 'Le famiglie di Bagnaia' nasce dagli studi presentati il 24 giugno 2026 a Palazzo Papale da Giovanni Maria Cepparotti, realizzati attraverso l'analisi dei registri storici delle parrocchie di San Giovanni Battista e San Pietro Apostolo di Bagnaia, integrati con censimenti e documentazione storica. I dati riportati negli articoli derivano dalle ricerche e dalle elaborazioni statistiche illustrate nel corso dell'incontro.






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