ANNO 16 n° 135
L’etichetta e l’identità del prodotto
Rubrica 'L'agronomo con il carrello' a cura di Donato Ferrucci e Nicolò Passeri
Serena
14/05/2026 - 06:35
di Serena D'Ascanio

Tra le diverse informazioni che sono riportate nell’etichetta dei prodotti alimentari ne troviamo una che, dopo gli ingredienti, spicca tra le altre: il nome del prodotto. Questo è definito “Denominazione di vendita” e rappresenta “che cosa” (identità) stiamo comprando il quel momento: pasta, mozzarella, funghi, asparagi, confettura, o altra delizia. L’identità del nostro alimento può essere espressa secondo tre modalità:

- Identità legale. Abbiamo delle leggi che definiscono le caratteristiche del prodotto. E’ il caso del l’Olio extravergine di oliva, le confetture, il panettone e tanti altri.

- Identità descrittiva. Il produttore descrive in maniera discorsiva il prodotto. E’ il caso del classico “preparato alimentare/prodotto a base di….”.

- Identità usuale. In questo caso nessuna legge che impone come fare il prodotto ma solo una consuetudine linguistica che consente al consumatore di capire di che cosa si tratta. E’ adesso il caso di prodotti come il sugo, il biscotto, il gelato, il salame, e ancora altri, per i quali il nome è immediatamente associato ad una certa tipologia di prodotto.

Abbiamo poi la denominazione detta “commerciale” che non è una vera e propria identità, ma più un soprannome che viene data dal produttore per renderlo più simpatico, accattivante, un esempio su tutti: gli Abbracci di una nota casa produttrice, o i Golosoni, di una meno nota. Non è inganno, è seduzione, possiamo sorridere della fantasia di questi nomi ed ammirare la creatività di queste aziende. Nomi che possono attirare i bambini, e qualche volta gli adulti. Attenzione però, in ognuno di questi casi il nome identifica, ci dice cosa stiamo comprando, ma la qualità rimane sempre creata degli ingredienti che si va ad utilizzare. Il nome serve a riconoscere, e ci aiuta a fare la spesa in tempi rapidi, ottimizza le scelte, ma gli ingredienti ci dicono che cosa stiamo comprando, e soprattutto che cosa andremo a inserire non solo nel nostro corpo ma anche in quello delle persone a noi care.

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