ANNO 16 n° 273
Incastrati commercianti del sesso - Sequestrate 4 case a luci rosse a Viterbo
25/05/2012 - 12:40

di Alessia Serangeli

VITERBO – Giovani, belle e preparate. Professioniste, ecco. Venivano reclutate e messe al lavoro. Dopo essere state te(a)state minuziosamente - neanche a dirlo - dai tre procacciatori del sesso che sono stati arrestati all’alba di oggi (25 maggio), durante un blitz congiunto degli uomini della Squadra mobile diretti da Fabio Zampaglione e dai carabinieri della Compagnia di Montefiascone facenti capo al maggiore Alessio Papa.

L’inchiesta, denominata “Hot line”, si articola in due filoni di indagine differenti, ma con un comun denominatore: lo sfruttamento della prostituzione.

Le indagini della Mobile. E’ la fine del 2011 quando una romena si presenta in Questura e sporge denuncia contro un connazionale. “Vuole soldi da me. Minaccia di far uccidere il mio bambino che è in Romania con la nonna”. Da qui, scattano servizi di tutela e vigilanza anche con l’ausilio dell’Interpol. Fino al 6 gennaio 2012, quando la Procura viterbese spicca un mandato d’arresto nei confronti dell’aguzzino.

“Da successivi accertamenti – ha spiegato il capo della Mobile, Fabio Zampaglione, durante la conferenza stampa di questa mattina - abbiamo scoperto che, in realtà, la romena era stata introdotta nel circuito della prostituzione tramite un ex commerciante di origine umbra ma con attività a Viterbo”.

Si tratta di Alessandro Ceccarelli, 40 anni, originario di Castel Viscardo, ma col giro d’affari nel capoluogo: quattro appartamenti nel centro storico che metteva a disposizione di giovani squillo e aitanti transessuali. E il flusso di clienti era notevole, anche perché il “nostro”, gran conoscitore del regole di mercato, sapeva bene che, nel business, è bene diversificare l’offerta. Le squillo, infatti, rimanevano una decina di giorni al massimo, poi ne arrivano nuove.

Braccio destro di Ceccarelli nell’affaire, col compito di reperire clienti, era Maurizio Maravalle, operaio cinquantenne di Acquapendente.

Variegati i tariffari, che aumentavano o diminuivano in base alle prestazioni.

Curioso un episodio documentato dagli investigatori che, per condurre in porto le indagini, si sono avvalsi di intercettazioni telefoniche ed ambientali, svolgendo numerosi servizi di appostamento. Ed è proprio durante uno di questi che, a fine marzo fuori da uno degli appartamenti attenzionati, si vedono arrivare una ragazza bellissima con tanto di autista e macchinone.

Sale al “posto di lavoro” e quando arriva il cliente propone la sua offerta. “Duecentocinquanta euro più trecento con mia sorella”. (Ecco spiegato il macchinone e il vecchio caro Ambrogio).

Le indagini della Compagnia di Montefiascone. In concomitanza con la denuncia della romena negli uffici di piazzale Romiti, ne arriva un’altra analoga nella caserma del colle falisco. Stavolta, però, l’imprenditore del sesso è uno col vizietto, ben conosciuto sia agli uomini del maggiore Papa che alla stampa. Lui è Roldano Baglioni, 51enne di San Lorenzo Nuovo, arrestato in flagranza lo scorso anno (ha recentemente patteggiato la pena) per sfruttamento della prostituzione. Sì perché nell’albergo di cui è proprietario ospitava giovani donne per farle prostituire.

“Lo scorso anno avevamo sorpreso un cliente appena uscito dall’albergo che, messo alle strette, aveva dovuto confessare di essere appena stato con una prostituta dopo essere stato contattato direttamente da Baglioni”, ha spiegato Papa durante la conferenza.

“Dopo questo episodio e il conseguente arresto – ha aggiunto il maggiore dell’Arma - il 51enne si era fatto più scaltro e, sapendo che il suo albergo era monitorato, si era adoperato per cercare altre location in cui far alloggiare le squillo”.

Ed ecco che entra in affari con Ceccarelli e Maravalle, facendo convergere i due filoni dell’inchiesta, di cui è titolare il sostituto Massimiliano Siddi. Lo stesso che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare in carcere a loro carico per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione; firmate giusto ieri dal giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli e notificate all’alba dagli uomini di Papa e Zampaglione.

Durante il blitz, oltre alle perquisizioni domiciliari nelle residenze dei tre (Acquapendente, San Lorenzo Nuovo e Castel Viscardo, in provincia di Terni), sono stati sequestrati i quattro appartamenti a luci rosse dislocati nel centro storico cittadino: via Saffi, via Mazzini e piazza della Rocca. (Nei quali, tra l’altro, c’erano alcune ragazze all’opera).

All’appello ne manca uno, sul quale, però, gli investigatori hanno mantenuto il riserbo. “Per il momento non possiamo rivelare la sua ubicazione”, ha detto con toni sibilini il sostituto commissario Maurizio Meneghini.

Le indagini, quindi, non sono affatto concluse. “Potrebbero esserci sviluppi a breve”.

 

 

 

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