ANNO 16 n° 273
Il consigliere Sergio Insogna: ''Marini faccia chiarezza''
02/02/2013 - 04:00

VITERBO – Sulla faccenda degli asili nido è già pronta un’interrogazione. A farla il consigliere comunale Sergio Insogna all’indirizzo del sindaco Giulio Marini

“Ho letto con interesse e seria preoccupazione – scrive Insogna - l'intervento della presidente dell'associazione Nidi Insieme, Elisa Calabrò, persona quotata e molto competente quanto alle norme che regolano funzionalità e gestione degli asili nido”.

“Alla luce di quanto asserito dalla presidente – aggiunge - è necessario fare chiarezza e rispondere a quanto oggetto di contestazione e di critica. Appare molto singolare – spiega - il fatto che si prendano iniziative estemporanee, senza criteri di regolarità normative e di discutibile professionalità, a fronte di una consolidata azione formativa e valida presenza in ambito educativo degli asili nido cittadini. Ricordo con nostalgia – dice nell’interrogazione Insogna - come l'asilo nido comunale fosse il fiore all'occhiello della città; poi è stata fatta scemare la presenza dell'ente, ma comunque si è sin qui garantito un buon servizio, anche con l'opera di nidi privati.

Diciamo che la situazione è sotto controllo, e c'è già una vasta offerta che soddisfa la richiesta cittadina”.

“Tra le altre cose, la signora Calabrò denuncia anche il fatto che l'asilo nido di Santa Barbara rischia di rimanere una bella chimera, stante la carenza di soldi utili agli arredi. Ora – prosegue Insogna - spunta all'orizzonte il progetto dei nidi familiari che, sempre secondo quanto raccontato dalla presidente Nidi Insieme, non risponde ai requisiti ed ai criteri stabiliti dalle norme in materia. La circostanza mette in seria crisi un settore che a fatica si è creato uno spazio economico (spesso sottopagato), professionale e didattico, ma che espleta nel miglior modo possibile il servizio nell'interesse comune”.

 

“Quello della Giunta – dice ancora il consigliere comunale nell’interrogazione - è uno stanziamento furbetto, inferiore alla soglia dei 20.000/00 euro prevista per il bando pubblico. Coincidenza sono 19.680/00 euro, per cui c'è pronta un’associazione nazionale, presieduta da un’ostetrica, figura ritenuta inadeguata in campo educativo. Sindaco le chiedo: Quid prodest!

C'è qualcuno o qualcosa da favorire al di fuori dei cittadini utenti? Quali professionalità e quali servizi possono garantire questi nidi familiari? Perché la giunta finanzia iniziative fuori norma? Si può concepire che un servizio locale importante possa essere gestito in una sorta di franchising?

Cosa le interessa di più il benessere dei bambini o le dinamiche di mercato?”, domanda Insogna a Marini, aggiungendo: “Sindaco sia saggio, dia retta alla signora Calabrò, di cui lei sicuramente conosce la competenza, la qualità, l'onesta, la passione e la professionalità, ritiri il progetto, e di quei 19.680/00 previsti ne faccia un uso più corretto: si potrebbero investire, per esempio, nell’acquisto degli arredi e nella gestione dell'asilo nido di Santa Barbara, dove ci sono già investiti soldi pubblici che non debbono essere sprecati”.

“Chiedo chiarimenti urgenti – conclude nell’interrogazione Insogna - e attendo risposta esaudiente e fattiva sia per iscritto che in Consiglio comunale”.

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