

VITERBO – Da asilo nido a ‘’nido familiare’’ il passo è breve. Oppure lunghissimo, come sostiene invece Elisa Calabrò, secondo la quale la normativa regionale del 1995 è talmente complessa e stringente che nessuno, ad oggi, sul territorio è stato in grado di aprirne uno. ‘’Neanche il Comune di Viterbo – sostiene la pedagogista – nonostante in passato abbia avuto accesso alla sperimentazione e abbia formato 12 ragazze’’.
Resta dunque aperta la vicenda del contributo comunale per una iniziativa intrapresa nella Città dei Papi da un’associazione nazionale che, sempre secondo la Calabrò, non avrebbe tutti i requisiti previsti dalla legge.
Lo stesso assessore comunale Sandro Zucchi, peraltro non presente nel momento in cui la giunta aveva evaso la delibera che il 14 dicembre scorso assegnava quel contributo da 19mila 680 euro, si propone di approfondire l’argomento: ‘’La normativa – dice – è così vasta che ha bisogno di essere studiata nel dettaglio’’.
‘’Ma quando la dottoressa Calabrò parla di aumentare la qualità del servizio – prosegue Zucchi - non ha tutti i torti. Anzi, posso già annunciare che il prossimo bando uscirà con un nuovo regolamento che renderemo ancora più particolareggiato e con requisiti più rigidi e mirati, tesi a salvaguardare la qualità del servizio. Parlo sia per gli asili nido convenzionati che per quello comunale’’.
La torta da dividere è di 800mila euro, ogni nido che farà domanda di convenzione riceverà il contributo comunale, ma questa volta, pare di capire, le maglie saranno più strette.
‘’Nel regolamento – spiega infatti l’assessore – introdurremo tra l’altro più controlli da parte della Asl per quanto riguarda i locali, ma anche da parte del Comune sulla verifica degli standard educativi, sulla formazione del personale e sugli alimenti’’.
Entro la fine del mese, assicura Sandro Zucchi, il nuovo regolamento sarà terminato e si avvieranno le procedure per il nuovo bando.