

VITERBO – (ale.ser.) Doppio interrogatorio per Oliviero Bassi, il 52enne residente a Sutri coinvolto nell'inchiesta della procura di Roma che ha smantellato un presunto traffico di medicinali rubati dal policlinico Umberto I per un valore di oltre un milione di euro, di cui 400mila recuperati.
L'uomo è finito in manette all'alba di venerdì, quando era scattato il blitz della Squadra mobile capitolina, delegata dai magistrati Antonella Nespola e Roberto Cucchiari di condurre le indagini nei corridoi del nosocomio romano. A notificare l'ordinanza di custodia cautelare in carcere a Bassi, in particolare, erano stati i colleghi viterbesi agli ordini del vice questore Fabio Zampaglione che, durante la perquisizione domiciliare, avevano rinvenuto due armi detenute illegalmente.
Ieri mattina, nel penitenziario viterbese, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, ha convalidato l'arresto del 52enne, sottoponendolo poi ad interrogatorio di garanzia, disposto per rogatoria dal gip di Roma, relativamente alle accuse di furto e ricettazione. Stando a quanto si è appreso, Bassi avrebbe respinto le accuse, sottolineando soprattutto che, la moglie, iscritta anche lei sul registro delle informazioni di reato, non c'entrerebbe nulla in questa brutta storia. Da cui, adesso, spunta fuori anche la droga. Sì, l'inchiesta ha portato alla luce anche un’attività di spaccio e consumo di sostanza stupefacente da parte degli indagati. “Oliviè me fai ‘na cortesia? Me vai incontro a Olimpia qui al bar che c’ha l’‘affettato’?”, avrebbe detto Gianluca Mantini, coordinatore dell’associazione che, nella compravendita di coca, svolgeva anche attività di riscossione.
Le telecamere installate per documentare i furti di “Sutentor”, “Afinitor” e “Lucentis”, principale attività della banda, hanno ripreso il resto: spaccio e consumo di cocaina.
Secondo quanto ipotizzato dagli organi inquirenti, inoltre, l'organizzazione avrebbe agito secondo metodi e criteri tipici dell'associazione per delinquere. Di più: il sospetto è che dietro il furto di medicinali oncologici e antireumatici possa esserci la criminalità organizzata.
Insieme a Bassi, in manette sono finiti Mario Porzio, 80enne pregiudicato per ricettazione, Giampiero Montanari, 60enne e Lorenzo Montanari, 31enne. I tre, ritenuti i promotori dell'organizzazione, avrebbero gestito le attività di approvvigionamento e commissariamento degli ordini di farmaci da immettere illecitamente sul mercato nero.
Bassi e Mantini, in servizio nel magazzino-farmacia, sarebbero invece stati i fornitori di farmaci, trafugati da loro stessi o dai corrieri, quali: Marco Maggi (detto Schumacher, 41 anni), Manolo Giorgio (40), e il tunisino Abdelkerim Mahmoudi (49).
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