

VITERBO – Blitz all'alba di questa mattina da parte della Squadra mobile di Roma in collaborazione con i colleghi viterbesi. Otto persone sono finite in manette per furto e ricettazione di farmaci trafugati dalla farmacia dell'ospedale Umberto I di Roma. L'attività investigativa ha interessato anche la Tuscia.
Infatti il personale della Mobile viterbese a Sutri ha notificato ad uno degli indagati un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, mentre – in seguito a una perquisizione domiciliare – un'altra persona è stata arrestata perchè nella sua abitazione è stata rinvenuta un'arma clandestina. La stima del valore dei farmaci rubati è di un milione di euro di cui è stata recuperata solo una parte (400mila). Si tratta di medicinali dall'elevato valore economico ritenuti di grande importanza sociale.
In particolare sono state rubate: 350 fiale di Enbrel, per un valore di 80mila euro, e circa 300 fiale di Humira, per un valore di 130mila euro (farmaci utilizzati per curare artriti reumatoidi), 2000 scatole di Clexane 6000, farmaco antitrombotico di non facile reperimento, per un valore di 40mila euro, 50 confezioni di Copaxone (non reperibili nelle comuni farmacie), 40 confezioni di Sustiva 600 e 80 scatole di Prezista 400.
Ancora più significativo il furto di alcuni farmaci utilizzati per la cura del cancro: 10 scatole di Tarceva dal 100 mg (il prezzo di una compressa è di 65,41 euro), 8 confezioni da 30 compresse di Sutent da 50 mg (costo pari a 170,16 euro a pasticca), 6 scatole di Sutent da 30 compresse da 25 mg (85 euro a compressa) e 10 confezioni di Sutent da 12,5 mg (costo pari a 42 euro a compressa).
Secondo gli inquirenti, quello che stava accadendo all’interno della farmacia-magazzino del Policlinico, non poteva essere considerato un fatto casuale, ma il frutto di un’attività illecita messa in piedi da più persone. Gli uffici investigativi, dopo aver accertato l’anomalia, attraverso una serie di controlli, sono riusciti a risalire all’identità della banda.
L’indagine è stata particolarmente complicata in quanto all’interno della struttura dell’Umberto I potevano avere accesso soltanto i responsabili e il personale specializzato.
Si riusciva comunque ad accertare che l'organizzazione criminale aveva all'interno della farmacia stessa dei sodali che avevano il compito di trafugare fisicamente i farmaci e trasferirli fuori dai locali della farmacia, con modalità e tempi ciclici, con quantitativi minimi per non destare sospetti e recapitarli attraverso dei 'corrieri' al capo dell'organizzazione che in precedenza aveva fatto specifica richiesta.
Dagli accertamenti svolti sul posto emergeva l'insistenza di un'organizzazione criminale i cui componenti attraverso un piano prestabilito e, soprattutto in un contesto 'blindato', operavano con margini piuttosto ampi di sicurezza e in maniera continuativa e coordinata. L'indagine ha consentito di attribuire al sodalizio criminale i connotati tipi dell'associazione a delinquere, riscontrando una particolare continuità, stabilità ed intensità dei vincoli associativi, evidenziandosi attraverso una cospicua serie di delitti nello specifico furto e ricettazione di farmaci.
I promotori dell'organizzazione sono: Mario Porzio (80 anni) pregiudicato per ricettazione, Giampiero Montanari (60 anni) e Lorenzo Montanari (31 anni) che gestivano le atività di approvvigionamento e commissariamento degli ordinativi di farmaci da immettere sul mercato. Porzio (in pensione, ha trascorsi lavorativi nel settore farmaceutico) era la mente dell'organizzazione, colui che dettava i tempi e la tipologia dei farmaci da trafugare a seconda delle esigenze del 'mercato', ordinandolo materialmente ai due organizzatori del gruppo Giampiero e Lorenzo Montanari (padre e figlio). Il primo ex impiegato di banca in pensione comandava ai due esecutori materiali quali fossero i farmaci da rubare all'interno della farmacia consegnandoli successivamente, una volta ricevuti dai corrieri, a Porzio. Lorenzo Montanari è ritenuto 'il ragioniere' dei farmaci e quindi del gruppo in qualità della destinazione dei farmaci da consegnare a Porzio. Per fare ciò si avvalevano della complicità di Oliviero Bassi (52 anni) e Gianluca Mantini (32 anni) - dipendenti dell'Umberto I in servizio presso il magazzino (i quali rivestivano il ruolo di fornitori di farmaci asportati dallo stesso magazzino) – di Marco Maggi (41 anni, detto Schumacher), Manolo Giorgio (40 anni) e Abdelkerim Mahmoudi (tunisino di 49 anni) che svolgevano il ruolo di corrieri. Fanno parte del sodalizio criminale anche altri soggetti che sono stati sottoposti a perquisizione domiciliare nonchè indagati in stato di libertà i quali però avevano un ruolo secondario.
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