

Finisce in manette anche un terzo uomo coinvolto nel giro di false fatturazioni per prestazioni, in realtà, mai eseguite e un buco nelle casse comunali di Montalto di Castro da oltre un milione di euro, scoperto lo scorso 15 giugno dagli uomini delle Fiamme Gialle.
In carcere erano finiti una funzionaria comunale (Elena Aquila), all’epoca dei fatti responsabile dell’Ufficio contabilità e bilancio (a cui è stato contestato anche il reato di falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atto pubblico), e un tecnico informatico, originario di Roma. I due, infatti, avevano dato vita ad un vero e proprio sodalizio criminoso: la donna aveva il compito di sottoscrivere falsi mandati di pagamento, mentre l’uomo, grazie alle sue abilità informatiche, riusciva ad introdursi nel data base del Comune.
''Collaborava'' con loro anche un terzo uomo, che aveva il compito di procacciare le ditte a cui emettere le fatture false, ma che il giorno del blitz della finanza era risultato irreperibile. Su di lui pendeva un mandato di cattura che è stato eseguito ieri al suo rientro in Italia da Cuba: ora si trova agli arresti domiciliari.
I tre attraverso l’intromissione nel sistema informatico del Comune e con la produzione di atti pubblici falsi (come mandati di pagamento e delibere), si sono appropriati indebitamente dal 2005 al 2010 di circa un milione di euro (1.032.141,60 per l’esattezza, ndr). Somme che venivano successivamente accreditate sui conti correnti intestati a ditte a società riconducibili ai truffatori.