ANNO 16 n° 272
E se Cipolloni
fosse ancora vivo?
Dalla sua casa mancano molti vestiti e sul computer non c'è alcun riferimento
02/11/2015 - 02:00

VITERBO - Da quattro mesi si sono perse le tracce di Gianfranco Cipolloni. Di lui non si hanno più notizie dai primi di luglio quando sul suo cellulare arrivò un messaggio da parte di alcuni amici che volevano informarsi sulle sua condizioni fisiche (aveva problemi cardiaci) e su come stava procedendo l'ultimo viaggio. Viterbese, 74 anni, bancario in pensione, ex arbitro con una discreta carriera alle spalle e soprattutto una grande passione per i viaggi che lo aveva portato a visitare ogni più sperduto angolo del mondo.

Il telefonino era rimasto nel Laguna Resort sull'isola di Redang, nel Borneo, e a rispondere fu proprio il titolare della struttura ricettiva, comunicando che di Cipolloni non si avevano notizie e che documenti e medicinali, oltre che lo stesso cellulare, erano rimasti in albergo.

In quel momento scattò l'allarme e cominciarono le ricerche. Si venne a sapere che l'ultimo ad averlo incontrato era stato un pescatore del posto al quale Cipolloni si era rivolto per avere informazioni su un'escursione in un'isola (una delle migliaia che pullulano quell'arcipelago) e che lui lo aveva sconsigliato viste le pessime condizioni meteorologiche. Niente da fare: secondo quanto raccontato, aveva deciso di partire ugualmente. Qualche settimana dopo, partirono da Viterbo alla volta del Borneo tre persone (amici e parenti) per cercare di ottenere maggiori informazioni, ma senza ottenere particolari risultati. Circa un mese fa, una coppia di viterbesi in vacanza alloggiava per caso nello stesso resort e lì, nella bacheca dell'hotel, c'erano ancora i documenti e gli effetti personali di Gianfranco.

Insomma, a distanza di 4 mesi dal momento in cui scattarono le ricerche (tutte rimaste senza esito), Cipolloni sembra svanito nel nulla. A Viterbo vivono il fratello e i nipoti (a questi ultimi era particolarmente legato); a Milano l'unica figlia che poco meno di un anno fa aveva dato alla luce un bimbo che il nonno non aveva mai potuto vedere. E questo impedimento si era rivelato un cruccio quasi insopportabile per lui. Poco prima di partire per il Borneo aveva confidato ad alcuni amici di essere profondamente deluso (e anche arrabbiato) e che ormai per lui non aveva più senso vivere. Proprio questi sentimenti inducono a ritenere che abbia rischiato oltre il dovuto avventurandosi verso quell'isola anche con il mare in tempesta. Si fanno strada,quindi, le ipotesi più drammatiche sulla sua sorte.

Eppure ci sono alcuni particolari che lasciano aperta la porta a qualche sia pur flebile segnale di ottimismo. Il primo fatto è che nella sua abitazione mancano moltissimi capi di vestiario: abbastanza singolare per chi, di solito, si muoveva portando via solo lo stretto indispensabile. Altra stranezza è che sul suo computer fisso non c'è alcun riferimento al viaggio nel Borneo: piuttosto improbabile per una persona metodica come Gianfranco che amava programmare ogni singolo particolare, dandone notizia anche scritta ai suoi amici viterbesi proprio perché potessero in qualsiasi momento sapere dove si trovava. E ancora, completamente cancellato il profilo su Facebook. Tutti passaggi che possono anche non significare nulla o anche che Cipolloni, alla vigilia della partenza per quello che considerava probabilmente il suo ultimo viaggio, abbia voluto eliminare ogni traccia.

Perché? Si possono solo fare congetture. Ma ci sono anche alcuni fatti: per esempio, si sa che da tempo coltivava un'amicizia con una vietnamita, un medico. E questo spiega pure il motivo per cui i farmaci (dai quali non si separava mai) sono rimasti in albergo. E il cellulare? Con qualche centinaio di dollari o di euro se ne possono comprare di ogni tipo praticamente anche nel più sperduto bazar. E poi per farne che se si ha deciso di chiudere i ponti con il passato... E i documenti? Ottenere un duplicato prima di partire non è impresa titanica.

L'ipotesi, anzi la speranza che Gianfranco Cipolloni non sia scomparso tra le onde e che abbia volontariamente deciso di sparire si basa su questi particolari. Non è molto, d'accordo, ma sempre meglio che rassegnarsi supinamente alla sua scomparsa.

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