

VITERBO – E’ passato invano un altro giorno di ricerche: di Gianfranco Cipolloni, il 74enne viterbese scomparso misteriosamente nell’arcipelago del Borneo ormai da sei giorni, non è stata ancora trovata alcuna traccia. Mentre cresce l'apprensione, le autorità locali hanno comunicato all’ambasciata italiana più vicina, quella di Kuala Lumpur, capitale federale della Malaysia, che le ricerche proseguiranno finché non sarà ritrovato.
Le forze di polizia dell’isola in cui Cipolloni era arrivato il 2 luglio scorso, dovrebbero ascoltare la guida locale che avrebbe dovuto accompagnarlo in una località particolarmente impervia e ritenuta pericolosa, abitata da una popolazione isolata, con abitudini di vita primitive. Era proprio l’incontro con quella tribù lo scopo dell’ennesimo viaggio avventuroso del 74enne.
A preoccupare, più che gli ormai sei giorni di silenzio, è che nella camera d’albergo in cui risiedeva, sono state trovate le medicine per la cardiopatia di cui soffre da alcuni anni. Salvo che non avesse con sé un’altra confezione. Secondo quanto si è appreso, infatti, nonostante la passione per le avventure estreme, Cipolloni sarebbe stato scrupolosissimo con le cure che gli venivano prescritte.
Ex impiegato di banca, fondatore della prima scuola privata per arbitri, autore di varie manifestazioni che hanno ottenuto forte risonanza sui media, Cipolloni aveva come al solito preparato il viaggio in Borneo in tutti i dettagli. Percorsi, contatti e, laddove fosse servito, la prenotazione di guide locali per farsi accompagnare alla meta fissata.
La notizia della sparizione di Cipolloni è stata comunicata alcuni giorni fa alla questura di Viterbo. I congiunti non sarebbero stati ancora ufficialmente avvisati dell’accaduto.