

di Alessandra Pinna
VITERBO – L’identificazione ufficiale non è stata ancora fatta ma il cadavere ritrovato la sera di Pasqua in Arno e recuperato dai vigili del fuoco di Pisa, non sarebbe quello di Marco Vento, il montaltese scomparso l’8 marzo scorso dopo aver fatto visita alla moglie ricoverata nell’ospedale di Cisanello (Pisa).
La decomposizione del corpo, sintomo di una lunga permanenza nelle acque del fiume, non ha reso possibile l’identificazione da parte del medico legale e dalle forze dell’ordine.
Secondo quanto riferito dai vigili del fuoco della città toscana, però, potrebbe trattarsi di un 40enne, caposquadra in servizio in uno dei distaccamenti dei vigili del fuoco della provincia di Firenze, scomparso un mese fa, quando era stato visto da alcuni testimoni nuotare nel tratto compresso tra la passerella pedonale e la pescaia dell’Isolotto, per poi essere inghiottito dalla corrente.
Anche gli inquirenti propendono per questa ipotesi, infatti, dopo le piene dei giorni scorsi, ritengono difficile che un corpo sparito l’8 marzo possa riaffiorare ancora in Arno a una distanza dal punto della scomparsa di non più di 5 chilometri.
Adesso bisognerà attendere gli esami di laboratorio per sapere con certezza se il corpo recuperato appartenga al vigile del fuoco fiorentino.
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