ANNO 16 n° 159
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Viterbo, violenta rissa nella notte in viale Trento, un uomo colpito alla testa da una bottiglia
L'aggressione nei pressi della fermata dell'autobus

 

VITERBO – Notte di sangue e violenza a Viterbo, dove una violenta lite tra cittadini stranieri è culminata nel ferimento di un uomo, colpito con una bottiglia di vetro.

I fatti si sono consumati nella notte tra domenica 7 e lunedì 8 giugno in viale Trento, nei pressi della panchina della fermata dell'autobus. A lanciare l'allarme è stato un passante che, transitando lungo la via, ha notato un uomo a terra, sanguinante, e ha immediatamente allertato le forze dell'ordine.

Sul posto sono tempestivamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli inquirenti, la vittima sarebbe stata aggredita da un gruppo composto da altre quattro persone, tutte di nazionalità straniera. Alla base del ferimento ci sarebbe una violenta lite, i cui motivi restano tuttora ignoti.

L'uomo a terra è stato colpito alla testa e alla spalla con una bottiglia di vetro, utilizzata come arma. La vittima, di cui non sono state ancora rese note le generalità, è stata soccorsa dal personale sanitario del 118 e trasportata all'ospedale Belcolle (storicamente noto come complesso di Santa Rosa). Fortunatamente, da quanto si apprende, non si trova in gravi condizioni e le sue ferite non sarebbero tali da metterne a rischio la vita.

Nel corso della notte i rilievi scientifici sono stati affidati agli uomini della Polizia Scientifica, che hanno setacciato l'area intorno alla fermata dell'autobus alla ricerca di tracce biologiche e dei resti della bottiglia usata per l'aggressione.

Dalle prime ore della mattinata di lunedì, gli uomini della Squadra Mobile di Viterbo sono al lavoro per fare piena luce sulla dinamica dei fatti. Gli investigatori stanno concentrando gli sforzi sulla visione e l'analisi dei filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona, pubbliche e private, nel tentativo di identificare i quattro aggressori fuggiti subito dopo il raid e di ricostruire l'esatto percorso della banda.




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