ANNO 16 n° 265
''Villa Immacolata: contro il covid-19 tutte le misure scattate gią da un mese''
Parla un paziente del terzo piano dove ci sono stati i primi casi. Intanto salgono a 13 i positivi

VITERBO – (MDL) ''E più di un mese che in questa struttura sono state adottate tutte le precauzioni per prevenire e contenere il rischio di contagio da covid-19. Nessuno può avere la certezza del rischio zero ma fa rabbia sentire in questo momento i giudizi negativi che sono piombati addosso a questa clinica che in queste settimane non ha trascurato nulla per proteggere gli ospiti e gli operatori''. A parlare è un paziente ricoverato a Villa Immacolata dagli inizi di marzo. ''Io mi trovo al terzo piano – spiega – quello ''incriminato'' (dove si sono registrati i primi casi di positività ndr). Già da prima che il premier Conte mettesse tutti a casa, qui sono scattate le misure di sicurezza: hanno chiuso i laboratori, i semiresidenziali, i turni in palestra sono stati riorganizzati in maniera che noi fossimo meno numerosi e più quindi più distanziati. I lettini ogni volta vengono disinfettati. Già da settimane, con appena 37 di febbre, i pazienti sono stati isolati e con i primi sintomi sospetti mandati a Belcolle per il tampone. Il personale da subito ha indossato guanti, mascherine e usato igienizzanti, noi pazienti abbiamo tutti la mascherina da un paio di giorni. Qui tutti hanno fatto il possibile, anzi, anche oltre le loro possibilità: dai medici, ai fisioterapisti, dagli infermieri agli Oss''.

Nonostante tutto in questi ultimi due giorni sono stati accertati 13 casi di positività al covid. Tutti i pazienti risultati positivi sono stati trasferiti in un'area dedicata della clinica al fine di contenere la diffusione della patologia.

''Capisco la rabbia dei parenti – continua il paziente del terzo piano – ma, per quello che è la mia esperienza qui dentro, posso dire che la struttura ha fatto il possibile per prevenire il contagio. In una struttura di questo tipo la possibilità di positività può esserci: siamo tutti soggetti potenzialmente a rischio e il fatto che qualcuno, prima di venire qui sia passato da altre strutture ospedaliere, aumenta potenzialmente il rischio di contagio. Questa situazione- conclude – non può annullare e azzerare quanto di buono è stato e viene fatto qui''.

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