


Il variegato, complesso, multiforme mondo dei videogiochi sta diventando una presenza nella vita quotidiana di milioni di persone in tutti i paesi del globo. La considerazione del gaming stesso è cambiata: non più solo passatempo per una nicchia, i videogiochi vengono considerati sempre più un universo culturale e artistico, non diverso da cinema, musica e altre arti dell’intrattenimento culturale.
Negli ultimi anni le possibilità si sono moltiplicate, l'offerta è cresciuta enormemente, dai giochi open world alla VR sempre più evoluta, passando per i giochi per smartphone (tecnicamente di anno in anno migliori) e dai giochi tipici del casino, come ad esempio il blackjack proposto da siti come PokerStars Casino insieme a tanti altri passatempi: poker, slot, carte tradizionali.
Inoltre, si stanno affermando modelli di fruizione simili a quelli di altri media: per esempio, pensiamo al modello proposto da Xbox con Xbox Game Pass, che in cambio di un abbonamento mensile permette di accedere a un vasto repertorio di giochi.
Sono passati i tempi della console posta nella mensola del PC e delle cartucce fisiche da inserire per passare qualche ora: oggi il gaming è un fenomeno culturale, economico e sociale complesso, che coinvolge vasti strati della popolazione e diversi settori economici e culturali.
A darci una mano a comprendere il fenomeno, c’è l’ottimo articolo di Agenda Digitale a firma Fabio Viola e Vincenzo Idone Cassone, che raccontano bene come il videogioco abbia cambiato i connotati e sia entrato nella quotidianità di milioni di persone.
Il videogame, intanto, è diventato fenomeno di massa dai primi anni 2000, sebbene già negli anni 90, e ancor prima negli anni 80, fossero un fenomeno diffuso, ancorché guardato con un certo sospetto da chi non faceva parte di quell’universo mondo.
A dare un contributo all’allargamento della platea, è stato senza dubbio il moltiplicarsi delle piattaforme e dei device con cui giocare: lo smartphone si è affiancato alle console tradizionali, lo streaming e il cloud computing sono novità degli ultimi anni e piattaforme di vendita digitale come Steam hanno permesso di giocare senza aver una copia fisica del gioco.
Inoltre, come sottolineano i due autori, i videogiochi stanno diventando sempre più “un modello per unire apprendimento, libertà di scelta, riflessione, problem solving ed esercizio della fantasia”. Non so perché i giochi sono realizzati con un AI (Intelligenza Artificiale) sempre più raffinata, ma anche perché diversi titoli hanno l’obiettivo di porre l’attenzione su temi e problematiche sociali.

A questo si aggiunge l’uso della gamification, cioè dei meccanismi tipici del gaming applicato ai settori di mercato più disparati, col fine di coinvolgere, intrattenere e attrarre le persone.
Tra le prossime novità, troveremo senza dubbio la tecnologia aptica, che insieme allo sviluppo della VR (Virtual Reality), dopo i tentativi piuttosto rudimentali degli anni ‘80, ‘90 e primi anni 2000, consentirà esperienze di gaming più immersive e realistiche, un po’ come quelle descritte nel film Ready Player One, dove i protagonisti, indossando tute e visori, entravano in un universo virtuale, un metaverso per dirla in termini più contemporanei, vivendo un’esperienza del tutto realistica.
All’evoluzione tecnologica si accompagna il successo degli eSports: i numeri parlano di una crescita del pubblico è cresciuto del 195% dal 2012 al 2018, e le stime dicono che nel 2024 ci saranno 577 milioni di appassionati in tutto il mondo.
Accanto alle novità, agli eSport, ai giochi online e allo streaming troviamo poi gli appassionati di retrogaming, che amano intrattenersi con giochi del passato, vintage potremmo dire, sia per ragioni nostalgiche che per ragioni di cultura videoludica.
In Svezia, è nato da poco l'Embracer Games Archive, che ha lo scopo di raccogliere le copie fisiche dei giochi del passato, 50mila pezzi per “preservare e rendere omaggio alla cultura gaming per un lungo periodo di tempo”, come si legge sul sito ufficiale del progetto.E c’è chi, come il viterbese Angelo Proietti, ha dedicato un’enorme quantità di tempo a uno dei genere videoludici “storici”, la simulazione manageriale calcistica di titoli come Football Manager.
Tra nuove piattaforme e giochi sempre più evolute, tecnologie avanzate e sguardi nostalgici al passato, il videogioco è considerato sempre più un fenomeno culturale e artistico, capace di coinvolgere ed emozionare milioni di persone nel mondo.