

di Alessia Serangeli
SORIANO NEL CIMINO – Alessandro Urbani è fuori pericolo: trasferito all’ospedale Belcolle giovedì pomeriggio, dà segni di miglioramento.
Il 31enne, raggiunto da tre fendenti inferti lui dall’amico Mirko Giuliani lunedì, ha rischiato di morire, perché le coltellate gli avevano seriamente compromesso l’intestino e il cuore: a salvarlo il delicato intervento cui lo avevano sottoposto i medici viterbesi. Gli stessi che, nella notte, avevano deciso per il trasferimento al policlinico Gemelli di Roma, nosocomio dotato di un reparto di terapia intensiva d’avanguardia. Tra mercoledì e giovedì il suo quadro clinico, prima stazionario, ha iniziato a dare segni di miglioramento: sebbene i medici si riservino tuttora la prognosi, i medici hanno autorizzato una prima deposizione. Che c’è stata già giovedì pomeriggio: Urbani avrebbe smentito punto per punto la versione fornita da Giuliani durante il lunghissimo interrogatorio svoltosi prima al Comando provinciale dei carabinieri e, successivamente, negli uffici del pm Stefano D’Arma, il sostituto titolare del fascicolo.
Il 36enne sorianese, pregiudicato per maltrattamenti in famiglia e spaccio, aveva raccontato di un furto subito qualche giorno prima. “Quando sono rientrato a casa – ha spiegato - mi sono accorto che mancavano mille euro”. E siccome anche Urbani è pregiudicato, era convinto che fosse lui l’autore del furto.
Quindi lo ha invitato a raggiungerlo nel suo appartamento nel centro storico di Soriano e Urbani, che abita poco distante, ci è andato. Prima la discussione, poi l’accoltellamento, quindi la fuga: il 31enne torna a casa, dove trova la madre che, alla vista del figlio sanguinante, allerta subito il 118; mentre Giuliani tenta di scappare. Invano, perché i carabinieri del maresciallo Paolo Lonero lo avrebbero raggiunto poco dopo al capolinea degli autobus in procinto si salire su un mezzo diretto nel capoluogo.
Il resto è noto: Giuliani viene tratto in arresto con l’accusa di tentato omicidio e tradotto nel carcere viterbese di Mammagialla, dove giovedì avrebbe dovuto sostenere l’interrogatorio di garanzia davanti al giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli, mentre si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Urbani, come anticipato all’inizio, ha smentito la ricostruzione del suo aggressore: non è vero della colluttazione degenerata e non è vero che gli ha rubato mille euro.
Scoprire cosa c’è davvero dietro all’aggressione, adesso, è compito degli inquirenti: se Urbani non avesse dovuto farcela, per Giuliani l’ipotesi di reato si sarebbe aggravata diventando omicidio. Ora, se venisse accertato che la colluttazione non c’è stata, come sostiene Urbani, si potrebbe invece configurare l’aggravante della premeditazione.
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