ANNO 16 n° 273
Urbani trasferito al policlinico Gemelli
Mirko Giuliani domani sarā interrogato nel carcere di Mammagialla dove č recluso
14/05/2014 - 02:00

di Alessia Serangeli

VITERBO – Aveva da poco finito di scontare una condanna di quattordici mesi per violenza privata, ma avrebbe anche precedenti per spaccio e per maltrattamenti in famiglia (nei confronti della moglie, in particolare), Mirko Giuliani, il 36enne di Soriano nel Cimino tratto in arresto ieri l’altro dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio per aver sferzato tre fendenti all’amico Alessandro Urbani, dopo una discussione degenerata. La vittima, 31 anni di Soriano anche lui, si trova adesso in terapia intensiva al policlinico Gemelli di Roma. Nella notte tra lunedì e martedì, infatti, la sua situazione clinica si è aggravata e i medici viterbesi di Belcolle hanno ritenuto opportuno il trasferimento nell’ospedale romano.

Nel pomeriggio di lunedì era stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico: Urbani, durante la colluttazione, era rimasto ferito all’addome e alla schiena, ma a preoccupare i medici sarebbero soprattutto le gravi lesioni riportata all’intestino e al cuore. (Pare tra l'altro che i medici di Roma si siano complimentati con l'equipe di Belcolle che ha operato il giovane).

I due, che si conoscono da sempre, sono vicini di casa (risiedono nel centro storico del paese cimino): nella tarda mattinata, lunedì, Giuliani chiama l’amico e lo invita a raggiungerlo nel suo appartamento. Qui il diverbio sfociato a coltellate. Poi la fuga: il primo a riuscire a scappare è proprio Urbani che, sanguinante, riesce a tornare nel suo appartamento dove trova la madre che allerta il 118. Anche Giuliani, d’istinto, tenta di dileguarsi, riuscendo ad occultare il coltello a serramanico in un terreno poco distante da casa sua, ma aveva i minuti contati. I carabinieri del maresciallo Paolo Lonero, messi in allarme dagli operatori sanitari, in un batter d’occhio raggiungono l’abitazione di Giuliani, teatro dell’accoltellamento come dimostrano a colpo d’occhio le macchie di sangue sul pavimento. Quindi iniziano la caccia all’uomo, che avrebbero acciuffato poco dopo alla stazione degli autobus. “Era in procinto di salire su un mezzo diretto a Viterbo”.

Da qui un evolversi concitato di avvenimenti: Giuliani viene condotto nella caserma di Soriano, mentre le condizioni di Urbani, nel frattempo elitrasportato nel nosocomio cittadino, si aggravano fino alla decisione dei medici di operarlo d’urgenza. L’aggressore, dopo essere stato portato a Viterbo, viene ascoltato dagli inquirenti e fornisce la sua versione dei fatti. “Era in debito con me, mi doveva dei soldi. Abbiamo discusso poi la situazione è precipitata”. Poco prima delle ore 20 della convulsa giornata, l’uscita dal palazzo di giustizia viterbese e la traduzione in carcere. L’ipotesi di reato contestata è tentato omicidio. Ma potrebbe aggravarsi: Urbani è sotto stretta osservazione dei medici e, se non dovesse farcela, le accuse che l’autorità giudiziaria andrebbe a contestargli sarebbe ben più gravi. Oltre all’omicidio non sarebbe esclusa l’aggravante delle premeditazione.

Il 36enne, domani mattina alle 10:15, sosterrà l’interrogatorio di garanzia a Mammagialla davanti al giudice per le indagini preliminari Franca Marinelli.

Proseguono, nel frattempo, le indagini degli uomini dell’Arma per fare piena luce sull’episodio anche perché, per il momento, si conosce soltanto la verità di Giuliani.

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