

di Roberto Pomi
VITERBO – La presentazione di Conservatori e Riformisti diventa un palcoscenico per il centrodestra viterbese per dare un’immagine di unità, o quantomeno di prove tecniche per ritrovarla. Davanti al tavolo organizzato da Ottavio Raggi, coordinatore provinciale del movimento di Raffaele Fitto, ci sono praticamente tutte le anime in cui si è scomposta quella che per decenni nel capoluogo e in buona parte della Tuscia è stata l’invincibile armata dei berluscones e alleati vari. Anche un po’ di spirito nazionale, grazie alla presenza di Luciano Ciocchetti.
Presenti i forzisti, nelle due anime di Giovanni Arena e Giulio Marini, Fratelli d’Italia, il civico di Fondazione Gianmaria Santucci, il consigliere regionale Daniele Sabatini, qualche vecchia guardia come Bernardino Porciani, i ''ritornati all’ovile'' tipo Francesco Moltoni e Goffredo Taborri.
Proprio a quest’ultimo, se l’amministrazione Michelini non verrà giù prima del prossimo consiglio (data stimata il 2 febbraio), toccherà il ruolo di mettere la bandierina di Conservatori e Riformisti all’interno della sala d’Ercole. ''Tutti i documenti sono in ordine per costituire il gruppo in consiglio comunale”, ha dichiarato Taborri. Assenti i leghisti di Noi con Salvini, che hanno il loro volto sul territorio in Umberto Fusco. Raggi, da buon ingegnere, parla di matrici: “Dobbiamo recuperare le matrici delle cose che ci uniscono, superando le diversità che ci hanno separato e tornare a esprimere un gruppo, una classe dirigente, capace di costruire prospettive per il territorio''.
''Primarie'', è questo il termine più gettonato nei discorsi degli intervenuti. Lo strumento buono per decidere i candidati e quindi anche per mediare e arrivare a una sintesi nel caso in cui fosse necessario andare alle urne a breve anche nel comune capoluogo. ''Siamo pronti in caso di elezioni'', le parole scandite con sicurezza da Taborri. Che nel corso del suo intervento rivendica anche di essere il “padre” di Forza Italia a Viterbo, ancora prima di Marini, Arena e tutto il resto. Conservatori e Riformisti si candida a ricoprire il ruolo di mediatore tra le diverse anime. Ciocchetti ha indicato un modello di azione che come neonata forza politica Conservatori e Riformisti sta già giocando in Europa, sulla linea di David Cameron. Linea che punta a contrastare l’Europa dei tecnocrati e punta a ridare ossigeno alle piccole e medie imprese e alla centralità dei territori.
''Anche il modello organizzativo punta a ricostruire dal basso, volendo rinnovare la classe dirigente con l’inserimento di giovani ma senza cavalcare l’onda del giovanilismo e delle finte rottamazioni'', così Ciocchetti.
L’aria è quella dell’inizio della campagna elettorale e aumenta il numero di quelli che si stanno accomodando sulla sponda del fiume in attesa che scenda già l’amministrazione Michelini.
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