ANNO 16 n° 272
Troppi Centrodestra nel pollaio?
Santucci e Marini, la Lega, i fittiani, ora rispunta anche Rotelli: rischio caos
23/01/2016 - 02:01

di Roberto Pomi

VITERBO – Le scosse sismiche su Palazzo dei Priori stanno agitando gli animi anche nel centrodestra. L’amministrazione comunale è sospesa su un filo ad alta quota e la prospettiva del ritorno alle urne è un’ipotesi giudicata sempre più possibile. Questo ha messo in moto una serie di meccanismi: dalla nascita di un’associazione politico-culturale, tenuta a battesimo da Giulio Marini; alla nascita di '‘Sì amo Viterbo'’ messa in gioco domenica pomeriggio da Mauro Rotelli (Fratelli d'Italia); passando per le recenti dichiarazioni del consigliere di Fratelli d’Italia Luigi Buzzi di un loro possibile candidato già pronto in caso di accelerazione irreversibile della crisi Michelini.

A dare gas al rientro in carreggiata delle forze di area centrodestra era stato prima di Natale Gianmaria Santucci, con la sua Fondazione e l’evento ''L’isola che non c’è''. Il primo ghiaccio, nel quale è in qualche modo rimasto intrappolato quel pezzo di mondo dopo il salasso delle votazioni nel maggio 2013, ha iniziato a scricchiolare da lì. Così si sta generando un brodo primordiale dove sono in circolo idee e uomini che ambiscono alla possibilità di lanciare l’assalto a Palazzo dei Priori e riprendere, viterbesi permettendo, la guida politico amministrativa del capoluogo.

Un’impresa possibile, per dirla in gergo ''micheliniano'', solo a patto di una ritrovata unità. Anche se la partita è piuttosto complessa e destinata a passare attraverso il complicato dedalo dei personalismi, degli appetiti, degli egocentrismi, dei posizionamenti e dei vecchi rancori.

Facendo un giro sull’ottovolante dell’area di centrodestra, tra dichiarazioni ufficiali e confidenze a microfoni spenti, emerge una certa confusione. Trovare un candidato unico, nell’eventualità di elezioni anticipate, è la vera sfida. E qui c’è un frastagliamento, con il nodo più duro da sciogliere che riguarda la contrapposizione in Forza Italia tra ''mariniani'' e ''battistoniani''.

La posizione più netta è quella marcata da Buzzi: ''Come Fratelli d’Italia abbiamo già un nostro candidato di partito, ma siamo disposti a mediare e discutere''. Santucci preferisce rimandare ogni ragionamento al momento opportuno: ''A me risulta che un sindaco ci sia già. Fino a quando avremo Michelini al suo posto è inutile e campato in aria aprire un ragionamento sul candidato del centrodestra''.

Marini e Arena sembrano essere in sintonia. Entrambe utilizzano le stesse parole: ''Occorre lavorare alla costruzione di una nuova casa per l’area del centrodestra, metterci dentro idee e prospettive per la città e a quel punto aprire un discorso sul candidato sindaco''. In linea anche Rotelli, che sembra volersi disegnare un ruolo da formatore di una nuova esperienza politica e in quest’ottica avrebbe messo in campo ''Sì Amo Viterbo''.

Insomma le dichiarazioni ufficiali sembrano concilianti, anche se non mancano ''retropensieri'' e ''sospetti''. Anche la destra ''fittiana'' di Raggi e Taborri ha mandato segnali distensivi e di collaborazione.

Nel retroscena poi ci sono i problemi. Indiscrezioni parlano di una Lega viterbese, al secolo Noi con Salvini, intenzionata ad avere un proprio candidato. Su questo schema potrebbero agire le alleanze partitiche a livello nazionale tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia stessa. Lo stesso simbolo di Noi con Salvini sarebbe poco gradito specie negli ambienti civici del centrodestra. Anche su questo si annida un rischio di frattura. E a spaccarsi potrebbe essere la stessa Forza Italia, da una parte ''i mariniani'' e dall’altra il gruppo Arena. Insomma il rischio di implosione è concreto e la partita per l’unità è tutt’altro che facile.

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