

VITERBO - Mentre continua a ripetersi ogni giorno la cancellazione di quattro delle corse mattutine tra Viterbo e Civita Castellana della Ferrovia Roma nord, con gravi disagi per studenti e lavoratori (clicca qui), il Comitato Pendolari segnala un altro problema che attanaglia la linea: lo stato di abbandono in cui si trova la stazione di viale Trieste. Una situazione nota, ma che con il passare del tempo si è ulteriormente aggravata, come spiega il portavoce del Comitato, Fabrizio Bonanni: ''La ferrovia Roma nord sta morendo da Montebello in su, nell'indifferenza dei sindaci e della Regione Lazio. L'evidenza tragica di quanto sta accadendo la si nota alla stazione di Viterbo di viale Trieste: edifici abbandonati, transenne ovunque, scambi inutilizzabili, con gli stessi macchinisti e capotreno in difficoltà per far transitare i pochi treni rimasti''.

La fotografia della stazione è la seguente: inaccessibile da anni uno dei tre binari a causa di una pensilina pericolante non ancora riparata; inutilizzabile la palazzina rossa che ospitava la mensa dei ferrovieri, recintata anch’essa da tempo immemore dopo che una tromba d’aria ne scoperchiò il tetto; off limits la vecchia officina dove venivano riparati i treni. Il problema però non è solo estetico, ma anche tecnologico per cui la stazione si troverebbe nello stato obbligato di poter ricevere un unico treno e di operare con altre limitazioni.
A quanto si apprende, la Regione ha stanziato da poco alcuni fondi per interventi di ammodernamento nelle stazioni delle ferrovie ex concesse. Ma secondo il Comitato pendolari Roma Nord non si tratta di misure risolutive. Di sicuro non lo saranno a Viterbo per la stazione di viale Trieste, dove servirebbe un investimento molto più ingente.
''Viterbo e i comuni limitrofi - prosegue Bonanni - devono capire e attivarsi con i propri referenti istituzionali per non perdere il treno e non vedersi soffocati dagli autobus sostitutivi, aumentando stress, traffico, smog e addio alla mobilità sostenibile. Viterbo non ha altri mezzi per arrivare al centro della capitale senza scendere dal mezzo. O meglio ce l'aveva: nel silenzio assordante dei Comuni, nel 2015 Atac ha inserito i punti di rottura a Montebello e Catalano, che costringe gli utenti (che ricordiamo pagano biglietti e abbonamenti per spostarsi) a cambiare anche più di un treno o autobus per arrivare a Roma. E' ormai una ferrovia che chiude al tramonto, con tanti treni soppressi per la tratta da Montebello a Viterbo, sia la mattina che la sera, obbligando i pendolari a utilizzare il mezzo privato per sopperire alle gravi lacune del mezzo pubblico. Il sindaco di Viterbo e quelli che lo hanno preceduto che cosa hanno fatto per non perdere il treno? Gli altri Comuni che stanno facendo? E i politici viterbesi?''. Il comitato pendolari teme che ci si avviii piano piano verso la chiusura della parte alta della ferrovia.
Ieri intanto il Comitato pendolari Ferrovia Roma nord insieme al comitato pendolari Ferrovia Roma-Ostia ha tenuto una assemblea pubblica in piazza del Campidoglio a Roma. La manifestazione era stata presentata così: ''Un'occasione anche per i rappresentanti istituzionali dei territori, interessati dal degrado dell'unica o, per alcuni, della seconda infrastruttura ferroviaria di massa esistente, che sia la Roma Lido o la Roma Civita Castellana Viterbo, per portare la voce di quei cittadini che, come enti di prossimità, loro per primi rappresentano al di là delle competenze, volutamente risicate, concesse dal Campidoglio''. Alla fine nessuno - sindaco o assessori - è andato a parlare con i pendolari sotto al Campidoglio o li ha ricevuti.