ANNO 16 n° 275
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Spazi, buona scuola: gli studenti ci sono
Parlano tre rappresentanti: ''Il presidente Mazzola ci ha promesso cambiamenti
La riforma di Renzi? Non ci piace: troppo potere ai presidi e altre cose''

di Andrea Arena

VITERBO – Venerdì hanno invaso il centro storico. Erano in settecento: bandiere e striscioni, slogan, e quella vitalità che – al di là di ogni retorica – possono avere soltanto loro. Sì, gli studenti viterbesi sono vivi. E lottano. Lottano per quello in cui credono, contro quello che non ritengono opportuno, e magari combattono anche per quelli che verranno dopo, altri giovani alle prese con la scuola italiana.

La manifestazione (civilissima) con corteo di venerdì è stata un successo, e potrebbe aver portato anche qualche risultato. Viterbonews24 ha incontrato tre rappresentanti di un movimento trasversale che non ha colori politici e che accomuna tutte la parti: Jacopo e Niccolò sono di Blocco studentesco, Cristiano e della Consulta studentesca. Davanti ad una birra si parla meglio, certo, ma loro sono riusciti a parlare con efficacia anche al cospetto del presidente della Provincia Mauro Mazzola. E hanno strappato qualche promessa: ‘’Il presidente ci ha detto che per aprile sarà pronta l’aula magna dell’Itis, così potremmo tenere le nostre assemblee’’. Sarebbe una svolta mica da poco, visto che al momento gli istituti più grandi – per esempio il Commerciale Paolo Savi – sono costretti a noleggiare degli spazi, pagando di tasca propria. Da parte del Comune (assessore Delli Iaconi) c’è stata invece la disponibilità a concedere gratuitamente il PalaMalè col contributo della stessa amministrazione e degli istituti. Il diritto di discussione e confronto degli studenti non può essere vincolato, o peggio a pagamento.

‘’Abbiamo anche appaltato i lavori per l’ascensore allo stesso Ragioneria – spiega Mazzola – e a gennaio ci rivedremo con i ragazzi. Con loro voglio aprire un canale continuo di confronto’’.

Loro, gli studenti, incassano la vittoria ma aspettano che le promesse si concretizzino, vigilando ed eventualmente sono pronti a tornare ancora in piazza qualora le cose non si dovessero mettere a posto.

Sullo sfondo resta comunque la battaglia contro La Buona Scuola, la riforma approvata la scorsa primavera dal Governo Renzi: ‘’Una rivoluzione che non ci piace – dicono Cristiano, Jacopo e Niccolò – per tanti motivi. I troppi poteri dati al preside, con questa storia del manager, o anche il contributo volontario degli studenti, che poi non è volontario ma diventa obbligatorio. Se la scuola italiana va cambiata non è questo il modo’’.

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