ANNO 16 n° 95
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Il colonnello Conte e il pm Siddi sul posto
Spari, inseguimento e morti: choc a Nepi
Si cercano i complici delle vittime nel burrone. Recuperato il secondo corpo
Erano su una Golf rubata in Germania. Un ferito avrebbe chiesto aiuto

NEPI – Domenica sera, è l'ora dell'aperitivo, della passeggiata, delle chiacchiere sul derby Roma-Lazio e sul Motomondiale. Ad un tratto, la tranquilla Nepi viene scossa da un'auto che sfreccia attraverso le vie del centro città. E' una Volswagen Golf, di colore bianco, con targa tedesca (risulterà poi rubata alcuni giorni fa in Germania), che poco prima non si era fermata ad un posto di blocco dei carabinieri e ora scappa a tutta velocità. I militari – che svolgono queste attività di controllo del territorio per contrastare i cosiddetti reati predatori, i furti nelle abitazioni e nelle aziende, cioè – sparano anche dopo che la vettura aveva ignorato il segnale di alt. Poi si gettano all'inseguimento.

Ma non possono correre troppo, rischierebbero di mettere a rischio l'incolumità dei cittadini. I malviventi (forse tre, forse quattro, sembra di nazionalità romena, e non albanese come si credeva in un primo momento) invece non si fanno scrupoli, fino anche a sfiorare delle persone, anche un gruppo di ragazzi. La loro corsa finisce in una piazza, in pieno dentro, tra il Duomo e il Comune e la Rocca dei Borgia. L'auto si schianta, loro scendono e si gettano oltre un parapetto. Pensano che sia un salto di pochi metri, invece nasconde uno strapiombo molto alto, che dà su una di quelle forre tipiche della Tuscia falisca. Il salto è fatale per uno di loro, che muore sul colpo. Un altro è ferito gravemente. Pare che, agonizzante, abbia trovato la forza per chiamare i carabinieri e chiedere aiuto. Ma è troppo tardi: quando arriverà l'elicottero Pegaso dell'Ares sarà morto anche lui. Il cadavere dell'altro verrà recuperato soltanto in nottata, grazie all'intervento dei vigili del fuoco del Saf (nucleo speleologico, alpino e fluviale). E' facile immaginare in quali condizioni sia ridotto.

Dell'altro, o degli altri due, non c'è traccia: schiantati pure loro, in un punto ancora più impervio, oppure riusciti miracolosamente a scappare? Li continuano a cercare, anche con l'aiuto delle cellule fotoelettriche che illuminano il burrone.

Sul posto, oltre al pubblico ministero Siddi, anche il colonnello del carabinieri Conte. Che coordinano le operazioni e le indagini, per capire se - come si crede - fossero in zona per commettere dei furti.

Nepi e i nepesini, intanto, sono sotto choc: scene viste prima soltanto al cinema, in questa domenica sera, sono diventate tremenda realtà.

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