ANNO 16 n° 273
Sabatini: ''La Tuscia deve superare il suo isolamento''

di Daniele Sabatini*

Il bilancio del 2013? Dipende quale bilancio!

In assoluto credo sia stato un anno di grandi sfide, di risultati importanti, di prospettive interessanti e di grandi aspettative. Per quanto mi riguarda più da vicino, poi, solo un anno fa sarebbe stato difficile immaginare di essere qui oggi a illustrare gli obiettivi e i progetti in campo per l’anno che verrà. Ma se parliamo della Legge di bilancio regionale 2014 sulla quale ho lavorato fino a ieri beh, mi viene forse da esprimere qualche considerazione meno ottimistica.

Il voto di astensione dei consiglieri regionali Valentini e Panunzi e il voto contrario di Zingaretti all’ulteriore finanziamento di 7 milioni di euro per la Orte – Civitavecchia mi lascia pensare che siamo ancora lontani dal rappresentare una democrazia compiuta e matura. Ciò non perché non fosse nei loro legittimi poteri bocciare due miei emendamenti alla Legge di Bilancio 2014 che spostavano 4,9 + 2 milioni di euro dai capitoli dei costi di funzionamento della Giunta e del Consiglio regionale sui lavori della “superstrada” ma perché è stata assunta una posizione del tutto lontana dalle esigenze del territorio.

E’ facendo riferimento a questo che parlo di democrazia immatura. Se gli ordini di scuderia del partito (qualsiasi partito) o della maggioranza  (qualsiasi maggioranza) prevalgono sugli interessi più profondi di un territorio, è evidente che il carattere democratico dell’amministrazione della cosa pubblica si sfuma e assume anzi il tono arrogante della partitocrazia e dell’oligarchia.

Personalmente, ho sempre cercato di lasciare poco spazio ai richiami dell’antipolitica. E ho sempre ritenuto che dovessero essere i partiti, radicati sul territorio e organizzati in modo aperto e plurale, a tracciare le linee da seguire, la strada da percorrere, le soluzioni da perseguire, i modi con cui raggiungerle.

Ne sono sempre più convinto, a condizione che i contenitori politici imparino a scolorire i segni che ne tracciano il perimetro valorizzando invece il contenuto, le idee, i principi ispiratori e i valori di riferimento. E’ per questo che, in seduta di Bilancio del Consiglio regionale del Lazio, avrei preferito che gli esponenti dell’attuale maggioranza in Regione potessero sfumare per un po’ l’appartenenza a un partito e a una maggioranza e far sì che prevalessero gli interessi positivi e legittimi del nostro territorio.

E’ per questo che ho presentato emendamenti e che ho sperato in Aula fino alle 3:30 del mattino che al cantiere del tratto Cinelli – Monteromano (in apertura in primavera grazie agli 11,7 milioni di euro anticipati ad Anas dalla precedente amministrazione regionale) potessero giungere ulteriori 7 milioni freschi freschi.

Come si sa, in Italia, non è tanto difficile aprire un cantiere, quanto, invece, mantenerlo aperto. E com’è ben noto, una volta che se ne chiude uno, per riaprirlo occorre una decina d’anni quando va bene. Ecco, questo è ciò di cui non ha bisogno la nostra Tuscia. Il territorio della provincia di Viterbo chiede altro, invoca una centralità storica, artistica, culturale, ambientale, paesaggistica, religiosa, agroalimentare, tradizionale, folkloristica.

L’isolamento logistico causato dall’inadeguatezza delle infrastrutture, principalmente stradali e ferroviarie, ha rappresentato un muro dietro al quale spesso la politica si è nascosta e dove, soprattutto, è riuscita a celarsi l’incapacità di creare un sano sviluppo economico e sociale per il nostro territorio.

Ebbene, l’auspicio e l’augurio per il 2014 è proprio quello di riuscire ad emergere da questo isolamento.

Lo sviluppo del nostro territorio, oltre a essere un dovere per essere nati e vivere in questa meravigliosa terra, diviene obbligo morale anche per dare una risposta concreta a giovani, famiglie, 40/50enni espulsi dal mondo del lavoro e che non riescono più  a rientrarvi, cassintegrati, aziende che vorrebbero continuare ad impegnarsi con sacrificio e dedizione per superare il duro momento di crisi ma che non dispongono delle benché minime condizioni per farlo.

L’ultimo augurio lo rivolgo a tutti quegli amministratori locali che, in totale carenza di risorse, sono chiamati a dare risposte concrete nei loro enti locali. Mi rivolgo a loro dicendo di non mollare. In un periodo storico e sociale dove sono poche le certezze, gli amministratori locali rappresentano ancora un punto di riferimento valido e credibile per tantissime persone.

Attraverso il lavoro e l’impegno di ogni giorno cerchiamo di rappresentare un buon esempio e un valido supporto per le nostre comunità!

Un caro e sentito augurio di Buon Anno!

*Consigliere regionale Nuovo Centro Destra

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