ANNO 16 n° 275
Mauro Pacifici e Andrea Renna
Renna, Coldiretti: ''L'imperativo č tutelare il made in Italy''
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VITERBO - Con Andrea Renna, direttore di Coldiretti Viterbo, inizia su ViterboNews24 la pubblicazione di una serie di interventi di amministratori pubblici, sindacalisti, politici, responsabili di associazioni di categoria nei quali illustrano i loro principali obiettivi per il 2014. Dai vari interventi emerge una forte preoccupazione per la situazione socio-economica e il perdurare della crisi, ma anche una molte indicazioni per affrontare e superare la difficile situazione.

di Andrea Renna

Abbiamo chiuso il 2013 in mobilitazione. Dal Brennero a Montecitorio ai primi di dicembre abbiamo messo in risalto le frodi alimentari che purtroppo il nostro Paese, la nostra regione ed il nostro territorio subiscono. Abbiamo avuto primi segnali con risposte concrete. Per quanto riguarda l’indicazione del paese di origine o del luogo di provenienza delle carni fresche, refrigerate o congelate di animali della specie suina, ovina, caprina e di volatili, diventa realtà dal 1° aprile 2015. Un passo avanti è stato fatto, ma Coldiretti continuerà la propria battaglia a favore di un modello di etichettatura ancora più trasparente, come ad esempio quello previsto dal regolamento (CE) 1760/2000 per la carne bovina, che prevede l’indicazione del luogo di nascita, allevamento e macellazione. 

Dalla legge di stabilità non ci aspettavamo rivoluzioni, ma dobbiamo prendere atto che i provvedimenti che riguardano l'agricoltura vanno nella direzione giusta, a partire dalla stabilizzazione dell'Imu chiesta da Coldiretti. Sicuramente un risultato positivo l’aver eliminato la doppia e assurda imposizione che subivano i fabbricati rurali, così come è rilevante l'attenzione riservata all'accesso alla terra, che si è tradotta da un lato nella reintroduzione delle agevolazioni alla compravendita dei terreni per le imprese agricole professionali e dall'altro anche con una presa di posizione forte del Governo in termini di rassegnazione dei terreni demaniali, con una precedenza ai giovani non solo in termini di vendita, ma anche in termini di affitto a prezzi equi.

Ciò di cui abbiamo bisogno adesso, nel nuovo anno, è di un sistema di regole che ci consenta di sostenere il Made in Italy vero, il Made in Tuscia delle eccellenze, con misure come ad esempio la definizione dei decreti applicativi della legge sull’etichettatura d’origine degli alimenti, la pubblicizzazione dell’identità delle aziende che importano di prodotti alimentari, l’operatività della legge che vieta le pratiche di commercio sleali e la destinazione degli incentivi governativi  esclusivamente alle imprese e alle cooperative che trattano alimenti Made in Italy dal campo alla tavola. Misure che rappresentano elementi fondamentali per recuperare tutte quelle occasioni di sviluppo che oggi stiamo perdendo, nel resto del mondo, ma anche all'interno del nostro Paese, a causa del fenomeno dell'italian sounding e della contraffazione che purtroppo penalizza e non poco anche le imprese della provincia di Viterbo. La strada dove continuare a lavorare è questa ma è anche quella della valorizzazione dei prodotti della Tuscia anche mediante il Mercato di Campagna Amica che abbiamo voluto in via sperimentale portare dentro le mura nella centrale piazza Verdi trovando gradimento e consensi positivi dei consumatori. Ventuno i pullman del Cotral hanno portato il nostro slogan a Roma nelle strade della Capitale e in molti dei comuni della provincia di Viterbo. Consuma, acquista e regala prodotti della Tuscia. Un progetto che ora verrà declinato anche nelle scuole per quella sinergia alla quale con il presidente di Coldiretti Mauro Pacifici con il sottoscritto il consiglio e il personale tutto si ispira per dare nuovo slancio ad un settore che anche qui arranca ma ha mezzi e volontà per essere ottimista, nonostante tutto.

Il 27% dei 170 tir, camion e container fermati e controllati al nostro presidio al Brennero trasportava prodotti alimentari stranieri destinati ad essere venduti come Made in Italy. Come abbiamo denunciato, di fatto ogni cisterna di latte che entra in Italia si porta via un posto di lavoro nel nostro Paese, così come ogni tir carico di prosciutti. Anche su questo si deve riflettere.  Quello che voglio ribadire è che siamo in presenza non solo di un furto economico (gravissimo) ai danni delle imprese agricole. Siamo in presenza anche di un furto di futuro: la concorrenza sleale del finto Made in Italy, favorita dal fatto che non si applica l’obbligo di origine in etichetta per tutti i prodotti, espone le nostre imprese a una situazione insostenibile, per cui le nostre aziende chiudono e i nostri giovani non possono guardare con fiducia a ciò che li aspetta.

Quello che voglio ribadire è che noi della Coldiretti non volgiamo essere fermi mentre qualcuno ci vuole rubare il futuro ecco che allora il 2014 dovrà portarci  l’impegno di ottenere dalla Politica risposte chiare, immediate, vere. Su questo non lesineremo sforzi e non faremo sconti. Abbiamo strumenti importanti, utili, strategici come CreditAgri Italia, il confidi di Coldiretti unico nell’agroalimentare iscritto in Banca d’Italia come 107 e quindi in grado di erogare a imprese e cooperative (di tutti i settori) in modo diretto. Nell’anno 2013 ha superato i 6 milioni di euro erogati alle imprese nella Tuscia. Abbiamo Ue Coop, centrale di cooperativa riconosciuta che, anche a Viterbo, oltre che ad associare 80 cooperative di tutti i settori produttivi, sarà protagonista di un nuovo modello di sviluppo nel  nuovo anno. Un modello che come Coldiretti parte dal basso, ascolta le imprese e non costruisce abiti su misura o teoremi ma ascolta le esigenze e pone in essere progetti ed iniziative per il presente ed il futuro delle imprese e delle famiglie di un territorio dove gli imprenditori agricoli rappresentano le vere sentinelle per la tutela dell’ambiente e per il rispetto idrogeologico. Sarà un anno importante per verificare i nuovi assi del Piano di Sviluppo Rurale e la nuova Pac che potrebbero concorrere a dare risposte alle nostre imprese. Su questo ci confronteremo e tenteremo di dire la nostra senza piangerci addosso ma evidenziando cosa è migliorabile e cosa è inutile per le aziende. Questo è il nostro compito, un lavoro importante e strategico che tenteremo di fare con umiltà ma con la massima determinazione come sempre a favore delle aziende e del territorio.

Intanto approfitto e formulo a voi e a quanti leggono i migliori auguri di Buon Anno a nome mio personale, del presidente Mauro Pacifici, del nostro consiglio provinciale e di tutto il personale, ringraziando la Vostra testata per l’importante lavoro che ogni giorno garantisce ad una informazione necessaria, strategica e ritengo indispensabile, anche per chi fa impresa nel settore agricolo. 

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