ANNO 16 n° 272
Foto precedente
Il capo della Mobile Fabio Zampaglione
Foto successiva
Rapina pasticceria,
Il bottino nascosto
in calze e slip
Il malvivente acciuffato in tempi record dagli uomini di Mobile e Volante

VITERBO – (ale.ser) Pensava di farla franca anche stavolta e, invece, è stato acciuffato in tempi record dagli uomini della Questura ed associato nel carcere di Mammagialla.

L’uomo, un 34enne originario di Roma ma domiciliato a Viterbo e con numerose segnalazioni di polizia alle spalle, qualche minuto prima delle 20 di mercoledì sera esce di casa (risiede nel centro storico insieme alla compagna, romana anche lei e ai domiciliari dopo essere stata in quel della Capitale per droga), sale a bordo della sua auto e si dirige dritto dritto nei pressi di via Santa Maria in Gradi.

E, ovviamente, la destinazione non è il Rettorato dell’Università: nel mirino di S.F., la nota pasticceria cittadina Casantini, dove fa irruzione intimando alla giovane commessa (ha circa 25 anni) di consegnargli l’incasso dell’intera giornata; ma la giovane, sebbene spaventata a morte, cerca di opporre resistenza, non eseguendo l’ordine del malvivente. Che, per tutta risposta, scavalca direttamente il bancone e, dopo aver aperto il registratore di casa, arraffa 685 euro in contanti.

Poi se la dà a gambe levate, anzi: di corsa sì, ma sull’auto con cui era arrivato. E, proprio a causa della forte velocità, il “nostro” tampona violentemente un’altra vettura in sosta lungo la via di fuga, tanto da essere costretto ad abbandonare la sua (poi risultata provento di furto) e proseguire la corsa a piedi. Nel frattempo la giovane commessa, aveva già lanciato l’allarme ai poliziotti che, da piazzale Romiti, raggiungono la pasticceria in una manciata di minuti.

Quindi, raccolte le descrizioni utili a tracciare l’identikit del malvivente ed acquisito il filmato del sistema di video-sorveglianza di cui è dotato l’esercizio commerciale, delineano il profilo diramandolo a tutte le pattuglie già dislocate lungo tutte le arterie del capoluogo. E il dispositivo messo a punto dal capo della Squadra mobile, Fabio Zampaglione, e dalla dirigente della Volante, Alba Milioni, funziona perfettamente: intorno alle 23,30 S.F. viene rintracciato e bloccato nella sua abitazione, dove era anche la convivente.

Poi la perquisizione, in seguito alla quale spunta fuori il bottino: quei 685 euro abilmente occultati negli slip e nelle calze.

Adesso è ristretto nel penitenziario viterbese a disposizione dell’Autorità giudiziaria, cui deve rispondere di rapina e ricettazione.

Facebook Twitter Rss