

Nulla di fatto per l’elezione del nuovo presidente del consiglio provinciale che si sarebbe dovuto tenere questa mattina a Palazzo Gentili. La maggioranza non è ancora arrivata ad un accordo comune sui due nomi proposti dalle due ‘anime’ del Pdl, Roberto Staccini e Antonio Fracassini, il quale era intervenuto dopo l’abbandono di Camilli affermando: 'Sono stato da sempre un uomo di partito e con lo stesso spirito che mi contraddistingue nella mia attività politica ho dato la mia disponibilità a svolgere il ruolo di presidente del consiglio. Al di là delle scelte personali, si tratta di un puzzle politico dove tutti gli incastri devono mettersi al loro posto'. Un puzzle, i quali pezzi però, sarebbero ancora sparpagliati dentro la ‘’scatola’’ e aspettano il bravo giocatore capace ad assemblarlo. Lo slittamento dell'elezione è data anche dall'imminenete necessità di affrontare gli impegni amministrativi legati all’approvazione del bilancio.
Per quanto riguarda la spaccatura interna nel Pdl, è di questa mattina la dichiarazione del consigliere Capitoni, che ha negato l’esistenza di una seconda corrente del partito di centrodestra all’interno della Provincia.
Durante il consiglio un altro problema è stato tirato in ballo dal capogruppo Pd, Federico Grattarola. L’assunzione dei precari. In barba alla graduatoria, infatti, sembra che sia stato assunto un precario piazzato al numero 65, non tenendo conto del limite di 56. “Se fosse vero – ha tuonato Grattarola – sarebbe una situazione gravissima, anche perché le assunzioni non sono arrivate neanche al numero prestabilito. E allora perché fare questo salto fino al 65? Che c’è sotto? Se questo si aggiunge al teatrino messo in scena per l’elezione del presidente del consiglio dobbiamo solo vergognarci”.
Insomma, questa elezione non s’ha ancora da fare, il bilancio non ancora approvato e il precario numero 65 stanno mettendo in seria crisi la Provincia. Solo con il radicale cambio chiesto all’apertura dei lavori dal presidente Meroi, la giunta potrebbe risollevarsi.