

di Roberto Pomi
VITERBO – Decadenza, il problema in consiglio comunale rischia di estendersi a macchia d’olio. Nel mirino diversi consiglieri comunali per via delle assenze maturate nel 2015. La questione è esplosa durante la seduta di giovedì e sta alimentando una nuvola di polemiche e mal di pancia. Cosa ne pensano i diretti interessati? Ecco un’intervista doppia tra Filippo Rossi (Viva Viterbo) e Antonella Sberna (Forza Italia).
Con un colpo di scena la questione della decadenza si è allargata agli assenti alle sedute di consiglio, cosa ne pensa?
Rossi: (Fa un po’ di resistenza a rispondere ndr) ''È tutta una follia. Vado in consiglio comunale quando posso e se non riesco non vado. Punto. Inoltre per un periodo sono stato assente per scelta politica, credo sia legittimo''.
Sberna: ''Sono nera per questa vicenda. Sono stata assente 12 volte in 12 mesi nel 2015 e sempre perché mi trovavo fuori Viterbo. È folle sollevare un problema di questo tipo''.
Cosa intende fare?
R: ''Sono pronto a portare la mia bella giustificazione. Magari potrei portare la giustificazione firmata da mia madre novantenne, come facevamo ai tempi della scuola. Poi decideranno i consiglieri il da farsi, non so proprio cosa altro dire''.
S: ''Ricostruirò le ragioni di ogni assenza e le presenterò. La norma non prevede giustificazioni di lavoro e qui si apre un problema serio. Per chi non è dipendente pubblico o pensionato può risultare difficile garantire sempre la presenza in commissione e in aula. Anche perché le sedute si svolgono sempre in orario di lavoro''.
Quanto è importante la presenza per valutare l’operato di un consigliere comunale?
R: ''Ripeto, per un periodo sono stato assente anche per ragioni politiche. Spesso poi risulto assente anche se in realtà ho partecipato alla seduta. Questo perché avendo deciso di non percepire il gettone di presenza sono solito non rispondere all’appello finale. Quindi mi trovo nella condizione di giustificare assenze che esistono in realtà solo sulla carta, per una ragione tecnica figlia di una mia scelta di non incassare il gettone''.
S: ''Come consigliere partecipo frequentemente alle riunioni della consulta del volontariato o sono impegnata in questioni che riguardano il territorio. Credo che l’incisività dell’azione di un consigliere dipenda anche da questo genere di presenze e non si misura solo con la presenza in aula''.
Può un consigliere essere assente per lavoro?
R: ''Per quanto mi riguarda preferisco andare al lavoro se strettamente necessario e giustificarmi in consiglio, altrimenti dovrei farlo con i miei figli''.
S: ''Credo che i capigruppo e il presidente del consiglio dovrebbero tutelare maggiormente i consiglieri che lavorano nel privato e possono avere difficoltà a prendere i permessi per partecipare al consiglio comunale. Per garantire la rappresentanza e al tempo stesso permettere ai cittadini di assistere sarebbe ideale tenere le sedute di sera, come avviene in altri comuni tipo Pavia''.