ANNO 16 n° 273
Assenze in consiglio: chi si giustifica?
Il presidente Ciorba comunica ai capigruppo i nominativi dei meno presenti
21/04/2016 - 02:00

di Andrea Arena

VITERBO – Chi di decadenza ferisce, di decadenza perisce, o rischia di perire. Così nel consiglio comunale (quello di oggi, l'ennesimo) che avrebbe dovuto discutere della decadenza del consigliere del Gal Chicco Moltoni, si finisce per parlare d'altro, anzi di altre decadenze. Quelle dei consiglieri comunali che nel 2015 e nel 2016 hanno accumulato tante, troppe assenze.

Il presidente del consiglio Marco Ciorba ha esaudito le richieste di De Dominicis (Cinque Stelle) prima e Bizzarri (Pd) poi, che avevano sollecitato i dati sui consiglieri desaparecidos. Dati che Ciorba ha comunicato ai capigruppo di ciascun partito in un'interruzione della seduta, e solo le assenze riguardanti i singoli partiti, giusto per tutelare la privacy visto che in alcuni casi si è trattato di motivi di salute (ma il presidente ha assicurato che li renderà noti nel consiglio del 28 aprile prossimo).

I nomi degli assenteisti, tuttavia, sono sempre quelli, e chiunque frequenti la sala d'Ercole può arrivarci da solo: Frittelli, Minchella, Mongiardo, Quintarelli e Troili per il Pd, Filippo Rossi per Viva Viterbo, Luigi Maria Buzzi per Fratelli d'Italia, Vittorio Galati per il gruppo misto, Antonella Sberna di Forza Italia.

Tutti loro hanno saltato almeno cinque sedute consecutive o otto in un anno, contravvenendo così all'articolo 11 comma 4 del regolamento. Ma attenzione, perché la partenza della procedura di decadenza non è automatica, né scontata: i consiglieri hanno ora quindici giorni di dopo per giustificare le loro assenze. Come? Appellandosi alle ragioni previste dal regolamento: motivi di salute (e come abbiamo detto di consiglieri che sono stati malati, purtroppo, ce ne sono stati), impegni istituzionali, gravi problemi istituzionali, o legittimi impedimenti. E c'è da credere che una giustificazione credibile, qua e là, si riesca a trovare, soprattutto per certi consiglieri, mentre per altri (almeno un paio) ci vorrà un pizzico di fantasia in più. Ah, va tenuto conto che per assenze valgono anche quelle della minoranza che spesso e volentieri non risponde agli appelli iniziali per far mancare il numero legale e dunque far saltare il consiglio. Morale della favola: non verrà cacciato nessuno.

Resta un'ultima domanda: come si è evitato, ancora una volta, di trattare il caso Moltoni, nonostante negli ultimi giorni, dalle dichiarazioni di certi esponenti della maggioranza, sembrasse ''la madre di tutti gli argomenti''? Non è dato sapere. Forse si è giunti a più miti consigli, decidendo di aspettare la sentenza sull'assicurazione che avrebbe dovuto tutelare Moltoni all'epoca della firma sulla delibera, e che invece non lo fece. O più probabilmente, col bilancio che incombe, meglio non agitare troppo le acque: non si sa mai.

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