ANNO 16 n° 273
Foto precedente
Foto successiva
Operazione Sharing,
cocaina e armi
nel covo dei rapinatori

VITERBO – (ale.ser.) Passamontagna, parrucche, cocaina e armi da guerra. Tipo mitragliette e fucili a pompa.

Questo il materiale, adesso sotto sequestro, che i militari agli ordini del colonnello Gianluca Dell’Agnello hanno rinvenuto nel covo dei malviventi autori della rapina, avvenuta il 13 ottobre 2012, ai danni dell’esercizio commerciale di via Garbini Risparmio Casa.

“Fu una rapina particolarmente efferata che sollevò forte allarme sociale. All’interno del negozio c’erano molte persone e anche alcuni bambini, rimasti sotto shock”, ha ricordato il capitano Giovanni Martufi, comandante del Nucleo investigativo, ieri mattina durante la conferenza stampa indetta per illustrare i dettagli dell’operazione denominata Sharing.

“Durante le perquisizioni – ha poi aggiunto Martufi – abbiamo trovato una mitraglietta Scorpion, modello utilizzato durante il periodo delle Brigate rosse, un fucile monocanna calibro 12 con il manico richiudibile, parrucche, passamontagna e diverse dosi di cocaina”. Che i rapinatori assumevano prima di compiere le rapine. Mentre è proprio per detenzione illegale di armi clandestini che i carabinieri di Martufi, insieme ai colleghi guidati dal maggiore Raffaele Gesmundo (comandante della Compagnia capoluogo), durante il blitz scattato all’alba di ieri, hanno arrestato altro ragazzo. “Si tratta di un 22enne - ha sottolineato Gesmundo, comandante della Compagnia capoluogo - che nascondeva in casa sua le armi utilizzate dai componenti della banda per compiere le rapine”. A conferma di quanto fosse radicata e temuta la batteria di rapinatori, che poteva avvalersi di “covi logistici” satelliti.

I tre malviventi – 30 anni il primo, 29 gli altri due, tutti italiani – adesso ristretti nel carcere romano di Regina Coeli, sono a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

A sottoporli ad interrogatorio di garanzia non sarà il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Viterbo, Franca Marinelli, che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare, ma dal gip capitolino per rogatoria.

Le indagini, a quanto pare, non sono ancora concluse.

Facebook Twitter Rss