

VITERBO – (ale.ser.) C’è anche una mitraglietta tra le armi sequestrate ai quattro banditi arrestati nella notte compresa tra lunedì e martedì dai carabinieri del Reparto operativo in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Viterbo.
I quattro – tre uomini ed una donna, tutti italiani – sono stati acciuffati nel capoluogo della Tuscia, reduci da una rapina appena messa a segno in un supermercato fuori dal territorio provinciale. L’attenzione degli uomini dell’Arma si è subito focalizzata sulla mitraglietta perché molto simile a quella utilizzata dagli autori del colpo messo a segno ai danni dell’esercizio commerciale “Risparmio Casa”, in via Garbini.
Era il 13 ottobre e, in quella occasione, i malviventi erano tre: tutti con il volto travisato da cappucci e sciarpe ed armati di fucile a pompa e mitraglietta avevano fatto irruzione nel negozio di casalinghi seminando il panico. “Tutti a terra”, avevano intimato ai clienti, dirigendosi verso i cassieri e costringendoli a consegnare loro l’incasso della giornata: due-tremila euro al massimo; ma la paura per quella ventina di persone presenti era stata davvero tanta. Soprattutto per una giovane donna, in fila verso la cassa insieme al suo bambino al momento dell’irruzione, che era stata chiusa in uno stanzino e minacciata con la mitraglietta.
Arraffato il bottino, i rapinatori si erano quindi dileguati a bordo di una Lancia Y di colore nero. Sul posto, in un batter d’occhio, si erano poi precipitati gli uomini dell’Arma, che avevano avviato tutte le indagini del caso per risalire ai banditi.
Lunedì notte il caso fortuito con l’arresto dei quattro malviventi ed il rinvenimento della mitraglietta.
“Sono in corso verifiche specifiche – hanno fatto sapere gli investigatori che si occupano del caso - per accertare se i fermati siano gli stessi personaggi coinvolti nella rapina ai danni del negozio viterbese”.