ANNO 16 n° 275
Nasce Spotted San Pellegrino, mezza Viterbo trema
Mille fan e una marea di post, la pagina facebook spopola sul web

VITERBO – Ha raggiunto oltre mille 'mi piace'' in meno di 48 ore e da meno di 48 ore è il nuovo tormentone dei viterbesi più curiosi, maliziosi, un po' cattivi e chiacchieroni. I viterbesi tipo, per capirci, compresi quelli che “mi piace” non lo mettono ma ci vanno spesso a dare uno sguardo. La pagina facebook di cui stiamo parlando si chiama Spotted San Pellegrino e l’ignaro Mark Zuckerberg la fa passare come “comunità” (forse sarebbe meglio covo). Dopo Spotted Viterbo, che è nata un mese fa, arriva ora, fresca fresca per l’estate, Spotted San Pellegrino, dedicata agli habituè del quartiere più in voga da ora fino a settembre (Habituè in viterbese stretto significa più o meno tutti).

Lo scopo non cambia: segnalazioni anonime vengono inviate in posta privata agli amministratori che provvedono poi a postarle sul profilo. Solo che dai primi post è emersa una (mal)sana cattiveria piuttosto che l’intento di stringere amicizia con una ragazza vista, che so, nella sala lettura del Dipartimento di Scienze della Comunicazione, o rimorchiare l’amico dell’amico che quella sera alle 23;10 al Magna Magna aveva i pantaloni beige stretti col risvolto e la camicia jeans (vallo a beccare tra i tanti, tra l’altro).

Segnalazioni anonime, dicevamo. Ma quando mai? Il viterbese l’anonimato non sa manco che è, lui che è laureato in Gossip Avanzato. Seppure, infatti, il lavoro certosino della o del Gossip Girl/Boy (la famosa serie tv americana che ha lanciato lo ‘spotted’, ndr) de noantri che si nasconde dietro il profilo sia di parola e non riveli il mittente, i destinatari sono chiari, anzi chiarissimi. Meglio che vada, se non ci sono riferimenti, ci pensano gli amici a ''taggarti'' tra i commenti per farti vedere che ti hanno scritto; i più sottili si limitano alle iniziali (come se non ci conoscessimo tutti poi); ma il bello (o il brutto) è quando sono scritti a chiare lettere il nome e il cognome del diretto interessato. Ecco la domanda: non staremo un po’esagerando? E ancora, quanti giorni, o ore a questo punto,mancano a una querela per diffamazione?

Ma forse saranno i temi di altissima attualità trattati ad impedire la chiusura della pagina, del tipo “Il Mc Drive lo dovevano fa a Palazzo papale!”, o “Ridatece la pizza del sorcio!”, o ancora “Non vedo l’ora che riapra lo Speakeasy!”. Vanno forte anche le domande esistenziali, tipo “Ma Due Righe perché si pippa?”, le preghiere come “A quelli che guidano la macchina dentro San Pellgrino che se potesse brucià la frizione!”, i pensieri più reconditi del subconscio: “Alla cameriera del Monastero: spero sempre ci sia il tuo numero scritto dietro lo scontrino!”.

E poi segnalazioni su segnalazioni, più o meno dirette, su chi mastica male, chi fa il fico col quad a piazza del Gesù, chi è troppo abbronzato, troppo palestrato o troppo tatuato, chi non fa mai un sorriso, chi si finge sportivo perché va a fare l’aperitivo in tuta e chi mette le calze color carne. Il tutto, naturalmente, condito da un linguaggio poco consono a un articolo di giornale. Che poi, per carità, quando leggi “Ma perché a Andreotti non gli hanno mai proposto de fa la spalletta a la machina de Santa Rosa?” una risata te la fai, con tutto il rispetto per i defunti.

Ma i tormentoni, si sa, dopo un po’ cadono nell’oblio e allora sì che potremmo tornare al nostro spo(r)t preferito: sparlare di tutto e di tutto, al telefono o davanti a uno Spritz in un bar, magari proprio a San Pellegrino.

E per concludere in bellezza, viva l’anonimato, il pezzo non lo firmo!

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