ANNO 16 n° 266
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Maltrattamenti sugli anziani casa di riposo a Latera, tre arresti
Sei indagati in tutto nell'ambito dell'inchiesta dei carabinieri di cui 3 persone sospese dal lavoro

LATERA - Sarebbero sei gli indagati in un’inchiesta della Procura di Viterbo su probabili maltrattamenti che sarebbero avvenuti in una casa di riposo di Latera.

Questa mattina nella sala conferenze del palazzo di giustizia viterbese, il procuratore Paolo Auriemma e il Pm Flavio Serracchiani hanno spiegato alla stampa i dettagli delle indagini che hanno portato alla luce una vicenda dai toni agghiaccianti.

Infatti, oltre a una serie di maltrattamenti perpetrati ai danni degli ospiti della struttura, sarebbe stato evidenziato anche un caso di violenza sessuale su una delle ospiti su cui vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti.

Presenti alla conferenza anche il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano e il comandante dei nuclei Nas del centro Italia Emiliano Zatelli.

Le indagini, partite alcuni mesi fa dalle denunce di alcuni parenti, dopo una serie di intercettazioni e filmati fatti dai carabinieri con telecamere nascoste nella casa di riposo, hanno portato i carabinieri di Montefiascone e del nucleo Nas, a far scattare le manette ai polsi di tre soggetti (due uomini e una donna) attualmente in custodia in carcere.

Per altre tre, invece sarebbe stato emesso il provvedimento di sospensione dell’attività di operatore sanitario.

“Sono emersi comportamenti contrassegnati dall’applicazione di contenzioni agli anziani, che attraverso bende o altri strumenti venivano legati ai letti - ha spiegato Serracchiani -. In uno di questi casi, l’anziana è rimasta legata per più di 24 ore. E poi episodi di incuria e negligenza nella custodia dei degenti”.

Tra i vari maltrattamenti ai danni degli ospiti, anche casi di somministrazione di farmaci senza prescrizione medica, forse per attuare una sedazione forzata.

“Al vaglio ci sono anche episodi di somministrazioni di farmaci - ha sottolineato il Pm -, rispetto ai quali bisogna verificare se ci fosse o meno a monte un piano terapeutico o una regolare prescrizione ”.

Piena soddisfazione per lo svolgimento delle indagini da parte del Procurato Auriemma: “I fatti accertati sono stati diversi e a carico dei singoli soggetti - ha sottolineato -. La responsabilità non è della struttura ma personale dei singoli soggetti. Questo ufficio di Procura ha portato la propria attenzione sui diritti delle persone fragili e ha tra le proprie priorità l’attenzione alle frange deboli della popolazione”.

Sarebbero sei gli indagati in un’inchiesta della Procura di Viterbo su probabili maltrattamenti che sarebbero avvenuti in una casa di riposo di Latera.
Questa mattina nella sala conferenze del palazzo di giustizia viterbese, il procuratore Paolo Auriemma e il Pm Flavio Serracchiani hanno spiegato alla stampa i dettagli delle indagini che hanno portato alla luce una vicenda dai toni agghiaccianti.
Infatti, oltre a una serie di maltrattamenti perpetrati ai danni degli ospiti della struttura, sarebbe stato evidenziato anche un caso di violenza sessuale su una delle ospiti su cui vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti.
Presenti alla conferenza anche il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano e il comandante dei nuclei Nas del centro Italia Emiliano Zatelli.
Le indagini, partite alcuni mesi fa dalle denunce di alcuni parenti, dopo una serie di intercettazioni e filmati fatti dai carabinieri con telecamere nascoste nella casa di riposo, hanno portato i carabinieri di Montefiascone e del nucleo Nas, a far scattare le manette ai polsi di tre soggetti (due uomini e una donna) attualmente in custodia in carcere.
Per altre tre, invece sarebbe stato emesso  il provvedimento di sospensione dell’attività di operatore sanitario. 
 “Sono emersi comportamenti contrassegnati dall’applicazione di contenzioni agli anziani, che attraverso bende o altri strumenti venivano legati ai letti - ha spiegato Serracchiani -. In uno di questi casi, l’anziana è rimasta legata per più di 24 ore. E poi episodi di incuria e negligenza nella custodia dei degenti”. 
Tra i vari maltrattamenti ai danni degli ospiti, anche casi di somministrazione di farmaci senza prescrizione medica, forse per attuare una sedazione forzata.
“Al vaglio ci sono anche episodi di somministrazioni di farmaci -  ha sottolineato il Pm -, rispetto ai quali bisogna verificare se ci fosse o meno a monte un piano terapeutico o una regolare prescrizione ”.
Piena soddisfazione per lo svolgimento delle indagini da parte del Procurato Auriemma:
“I fatti accertati sono stati diversi e a carico dei singoli soggetti - ha sottolineato -. La responsabilità non è della struttura ma personale dei singoli soggetti. Questo ufficio di Procura ha portato la propria attenzione sui diritti delle persone fragili e ha tra le proprie priorità l’attenzione alle frange deboli della popolazione”. Sarebbero sei gli indagati in un’inchiesta della Procura di Viterbo su probabili maltrattamenti che sarebbero avvenuti in una casa di riposo di Latera.Questa mattina nella sala conferenze del palazzo di giustizia viterbese, il procuratore Paolo Auriemma e il Pm Flavio Serracchiani hanno spiegato alla stampa i dettagli delle indagini che hanno portato alla luce una vicenda dai toni agghiaccianti.Infatti, oltre a una serie di maltrattamenti perpetrati ai danni degli ospiti della struttura, sarebbe stato evidenziato anche un caso di violenza sessuale su una delle ospiti su cui vige il massimo riserbo da parte degli inquirenti.Presenti alla conferenza anche il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano e il comandante dei nuclei Nas del centro Italia Emiliano Zatelli.Le indagini, partite alcuni mesi fa dalle denunce di alcuni parenti, dopo una serie di intercettazioni e filmati fatti dai carabinieri con telecamere nascoste nella casa di riposo, hanno portato i carabinieri di Montefiascone e del nucleo Nas, a far scattare le manette ai polsi di tre soggetti (due uomini e una donna) attualmente in custodia in carcere.Per altre tre, invece sarebbe stato emesso  il provvedimento di sospensione dell’attività di operatore sanitario.  “Sono emersi comportamenti contrassegnati dall’applicazione di contenzioni agli anziani, che attraverso bende o altri strumenti venivano legati ai letti - ha spiegato Serracchiani -. In uno di questi casi, l’anziana è rimasta legata per più di 24 ore. E poi episodi di incuria e negligenza nella custodia dei degenti”. 

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