

ROMA - L'ambasciata d'Italia a Tunisi si è immediatamente attivata con il ministero dell'Interno tunisino e con la polizia locale affinché ''si faccia chiarezza il più presto possibile'' sulle cause del decesso di Massimo Bevacqua, il docente trovato morto nella sua abitazione di Sidi Bou Said, a 20 km dalla capitale tunisina. Lo ha reso noto ieri sera una nota della Farnesina. L'ambasciata italiana è in contatto con i familiari del docente universitario morto in circostanze ancora misteriose.
La notizia della morte di Bevacqua si è abbattuta come un fulmine sull'università di Urbino, dove insegnava lingua araba con un incarico a contratto. ''Siamo sconvolti. Massimo era un collega di valore e una bravissima persona, non sappiamo cosa possa essere accaduto''. Così il professor Klaus Ehrardt è il coordinatore del corso universitario di Pesaro Studi (Facoltà di Lingue e cultura straniere dell'ateneo di Urbino)
''Una nostra collaboratrice tunisina - racconta Ehrardt - ha ricevuto una telefonata dalla Tunisia: qualcuno sarebbe entrato nell'abitazione di Bevacqua a Sidi Bou Said, avrebbe messo tutto a soqquadro e poi ucciso il docente e dato fuoco alla casa. Ma le notizie sono confuse e frammentarie, non abbiamo alcuna conferma in proposito''. Le autorità tunisine non hanno infatti ancora fatto ipotesi sulle cause della morte e l'autopsi sarà eseguita oggi.
A Pesaro Bevacqua era atteso il prossimo 18 febbraio per le sessioni d'esame e di laurea. Era molto stimato e apprezzato dai ragazzi, un ottimo arabista, insegnava con entusiasmo e serietà. Come molti giovani docenti per vivere doveva fare tanti lavori in tutte queste università e spesso, quando lo cercavano al telefono, rispondeva da qualche aeroporto.
Tempo addietro a Pesaro aveva promosso una rassegna di film tunisini e algerini che aveva riscosso molto successo. Bevacqua aveva la residenza in Tunisia, ma Ehrardt non sa molto della sua vita privata. ''Ci mancherà - dice -, organizzeremo qualcosa per ricordarlo in ateneo''.
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