ANNO 16 n° 275
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Il vescovo Lino Fumagalli
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L'addio di Viterbo a Nello Celestini
Il vescovo: ''La sua vita legata alla città e alla santa, giusto ricordarlo così''

VITERBO - C'è la pioggia, fuori, a rendere ancora più triste questa giornata. Ci sono i suoi facchini, guidati da Rossi e dal presidente del Sodalizio Mecarini , che trasportano il feretro dalla casa di santa Rosa fino in chiesa, su all'altare.  E ci sono tantissime persone, accorse per far compagnia a Nello Celestini durante il suo ultimo viaggio. Una folla commossa, che applaude forte ogni passaggio della cerimonia d'addio a quell'uomo, un gigante, che ha rappresentato meglio di chiunque altro l'amore per la città e per lo storico trasporto del tre settembre.

''Parlare di Nello significa parlare di Rosa, parlare di Viterbo - commenta il vescovo Fumagalli - Era un uomo che dava sicurezza, è giusto ricordarlo così. Il momento più difficile, nella sua lunga storia accanto alla santa, è stato sicuramente il 3 settembre del 1986. La macchina oscillava da una parte e dall'altra, il sindaco disse di poggiarla sulle case pur di evitare la strage. In quei secondi drammatici, i facchini trovarono incredibilmente la forza per raddrizzarla. E tutti dissero che a dare quella forza erano state le parole di Nello''.

C'è il ricordo accorato delle nipoti, che visibilmente commosse chiedono ai viterbesi ''Non lo dimenticate, noi non lo dimenticheremo''. C'è Massimo Mecarini, che lo ringrazia a nome di tutto il Sodalizio, fondato dallo stesso Celestini, e che urla forte insieme ai facchini ''Viva Nello. Viva santa Rosa''. E infine il ricordo del sindaco Michelini, che racconta ''una figura abituata a lavorare, a faticare. Un punto di riferimento per i giovani. Un onore per la città''.

Quando la bara lascia la chiesa, la folla applaude di nuovo all'unisono. ''La santa ci conduce per mano lungo i sentieri della vita - conclude il vescovo - Nello lo ha già accompagnato di fronte al Signore''.

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